In ogni cosa c’è tutto

In ogni cosa c'è tutto

Noi tutti siamo dei semi pronti a sbocciare, nasciamo come piccole scintille divine pronte a riconoscersi nella fonte della luce. Ogni cosa contiene in sé infinite potenzialità. Anche ciò che consideriamo negativo, cattivo o difettoso è in realtà un frutto acerbo che deve ancora maturare. Proviamo a vedere la bellezza e la magia nei nostri difetti, il germe del divino dentro di noi e dentro le nostre imperfezioni. Ricordiamoci che i difetti sono semplicemente qualità in potenza. Sono semi che devono germogliare e per questo hanno solamente bisogno di essere innaffiati dall’acqua dell’amore. Infatti in ogni singola cosa c’è l’intera essenza del divino: in ogni cosa c’è tutto.

Perciò impara ad amarti e ad apprezzare i tuoi difetti e quelli degli altri. Nutri ciò che è immaturo dentro di te e di vedere la bellezza e la perfezione che al momento appaiono solo in potenza. Nel ladro di oggi c’è il benefattore di domani. Nella nuvola più nera è nascosta la vita delle spighe di grano più preziose. Nel bruco si nasconde una farfalla dai colori sgargianti. Nella cava di marmo informe è contenuta una scultura meravigliosa. Nel fango è nascosto il segreto della fertilità e dello sbocciare dei fiori di loto. Nel silenzio è nascosto ogni suono. E nel vuoto è nascosta ogni forma.

In ogni cosa c’è tutto: impariamo a vedere il divino dappertutto

In ogni cosa c’è tutto: nel quadro c’è la tela, nella tela c’è il legno, nel legno c’è l’albero, nell’albero il frutto, nel frutto il nutrimento, il nutrimento consente la vita, la vita scorre nelle mani dell’artista che dipinge il quadro. Ogni cosa è interconnessa: anche nel difetto più profondo c’è la qualità migliore (come insegna la storia zen dei due vasi), la quale non potrebbe sbocciare senza tale difetto, allo stesso modo in cui non potrebbe esserci una farfalla senza un bruco o un albero senza un seme. E a questo punto che senso ha distinguere tra difetti e qualità, nel momento in cui i difetti sono qualità in potenza e le qualità sono difetti in atto?

E allora dobbiamo solamente eliminare la lente del nostro giudizio, che ci impedisce di vedere la Bellezza in modo chiaro e perfetto in ogni cosa. La mente giudicante agisce da filtro e vela la perfezione del Tutto. E in questo modo nasce il dualismo delle preferenze, dei valori e sorgono gerarchie di ogni tipo. La mente non può concepire allo stesso modo odio e amore, paura e fiducia, ignoranza e saggezza, resistenza e accettazione. Infatti la mente ha bisogno di opposti e un difetto deve necessariamente essere l’opposto di una qualità. Soltanto il cuore è in grado di vedere che ogni cosa è pervasa dello stesso identico grado di bellezza e perfezione, poiché il divino risplende dappertutto indistintamente.

La mente giudica, il cuore vede

La mente giudica il bello e il brutto, il bravo e il cattivo, il pregiato e il difettoso in base a ciò che è più utile e conveniente per la sua sopravvivenza. Il cuore non giudica, ma semplicemente vede la Bellezza di tutto, scavalcando ogni dualità di bello/brutto, bravo/cattivo, pregiato/difettoso. Che bisogno avrebbe infatti il cuore di affermare che la morte è migliore della vita, che l’odio è peggiore dell’amore, che un assassino è peggiore di un santo? Infatti gli opposti coincidono, e al di fuori del tempo e della mente vita e morte si equivalgono, e così amore e odio, violenza e santità. Al di fuori del tempo e della separazione non avrebbe nemmeno senso operare distinzioni. La mente giudica, mentre il cuore vede. Generalmente non abbiamo occhi per vedere, poiché ci fidiamo delle interpretazioni della mente.

E allora dobbiamo eliminare la tendenza a etichettare e a imporre i nostri filtri sulle cose. Solo in questo modo potremo vedere che in ogni cosa c’è tutto il mondo, e il divino risplende uniformemente sui prati come sulle sedie, sui santi come sugli assassini. Certo, è duro da ammettere, poiché siamo ipnotizzati dalla nostra mente e consideriamo abominevole una cosa del genere. E invece la blasfemia sta proprio in questo: creare separazione sulla base di una mente giudicante, che si sostituisce a Dio nel dire che cosa è bene e cosa male, che cosa è bello e cosa brutto. Dobbiamo lasciar andare la nostra arroganza e la presunzione di conoscere la realtà: solo con umiltà possiamo aprire il nostro cuore alla Verità.

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