Gli 84 problemi della vita

Gli 84 problemi della vita

Si può smettere di avere problemi? E se sì, come? Sembra quasi impossibile vivere senza problemi. Ognuno di noi, chi più chi meno, si ritrova incastrato in una serie di difficoltà senza soluzione, oppure semplicemente in situazioni complicate e stressanti. Quando tutto va bene sul lavoro, c’è qualcosa che non va nella salute. Quando la salute è perfetta, nasce un problema in famiglia. E quando va tutto bene in famiglia, c’è nuovamente un problema al lavoro. E se la vita fosse fatta proprio per metterci alla prova? Beh, questa è più che un’ipotesi. Noi vorremmo una vita senza problemi. Perché? Perché associamo l’assenza di problemi alla felicità. Ma non c’è nulla di più falso. Anzi, il grosso problema sta proprio qui, come cerca di spiegare il racconto zen “gli 84 problemi della vita”. Qui di seguito trovi il racconto per intero, poi troverai un commento sull’argomento.

Gli 84 problemi della vita

Gli 84 problemi della Vita

‹‹ A un certo punto della sua vita, Buddha si fermò per qualche tempo in un villaggio. Tutti volevano parlare con il grande saggio e ottenere da lui consigli illuminanti. Tra questi, c’era anche un contadino noto per lamentarsi continuamente di quanto la sua vita fosse problematica.

Quando arrivò al cospetto di Buddha, iniziò a elencare tutto ciò che non andava: il maltempo gli rovinava i raccolti, sua moglie era troppo critica nei suoi confronti, i suoi figli non gli mostravano alcuna gratitudine e, come se non bastasse, i suoi vicini erano rumorosi e parlavano alle sue spalle.

Dopo aver terminato la lunga lista di lamentele, il contadino chiese a Buddha una soluzione, un modo per risolvere i suoi problemi.

“Non posso aiutarti”, disse il Buddha. “Ogni essere umano ha tanti problemi, per la precisione 83 problemi. Così è la vita e io non posso farci niente. E sappi che anche se lavori duramente e riesci a risolverne alcuni, non riuscirai mai a risolverli tutti“.

L’uomo, risentito, iniziò a inveire: “Ma allora a cosa servono i suoi insegnamenti di cui tutti parlano?”

Buddha rispose così: “Forse i miei insegnamenti non servono per risolvere i tuoi 83 problemi ma potrebbero servirti a risolvere l’84esimo problema“.

“E quale sarebbe?”

“L’84esimo problema della tua vita è che non vuoi accettare il fatto che avrai sempre problemi“. ››

Storia zen dal web

Come smettere di essere tormentato dagli 84 problemi della vita

In un altro articolo ci siamo già occupati dell’argomento. Oggi vorrei approfondirlo da un lato un po’ diverso. Sembra davvero che sia impossibile sfuggire ai problemi. Come scrive l’autore di Un Corso in Miracoli: “Il mondo è stato fatto in modo tale che i problemi non possano essere sfuggiti” (T.31.IV.2:6). In effetti non c’è modo per sfuggire ai problemi, perché c’è sempre qualcosa che non va, qualche bisogno non soddisfatto, qualche disagio e qualche piccolo fastidio. Per quanto uno possa isolarsi dal mondo pensando di sfuggire da tutti i problemi, non potrebbe riuscire nel suo intento, perché i problemi lo inseguirebbero comunque. Ma che cos’è? Una maledizione?

No, non è una maledizione. Questa è l’essenza della Vita. Essa non vuole che noi impariamo a non avere problemi. Vuole che noi ci evolviamo spiritualmente per essere davvero felici e per essere davvero senza problemi. Ma l'”assenza di problemi” che ci vuole insegnare nella vita è molto diversa da quella che ci aspettiamo noi. Infatti sembra proprio che la Vita voglia metterci i bastoni tra le ruote con sfide a ogni angolo. Perché? Perché vuole che noi troviamo dentro di noi il vero tesoro che risolverà tutti i nostri problemi e ci permetterà di andare incontro a ogni situazione sereni, indenni e nella pace. E qual è questo tesoro interiore?

Il tesoro interiore che “risolve” tutti i problemi

Qual è il tesoro interiore in grado di risolvere tutti “gli 84 problemi della vita”? Ovviamente, è il tuo cuore, il tuo vero Sé, il divino che c’è in te, più semplicemente quel centro di pace e amore che è nel profondo di ogni essere dell’Universo. Quindi l’unico modo per “risolvere” tutti i propri problemi non è cercare una fantasmagorica soluzione esterna, non è raggiungere qualche obiettivo straordinario nel mondo, non consiste nemmeno nell’avere a che fare direttamente con tutti i problemi. La soluzione è trovare quel centro di pace e serenità interiore che dia equilibrio in ogni circostanza e permetta di affrontare ogni situazione con gioia o perlomeno in uno stato di accettazione. Se trovi davvero la pace dentro di te, ciò che un tempo sembrava un problema, diventa semplicemente un’occasione di crescita o, più banalmente, una semplice situazione da affrontare.

Abbiamo problemi perché siamo in balia del mondo, perché lasciamo che l’esterno controlli l’interno. In altre parole, non abbiamo alcuna padronanza di noi e reagiamo compulsivamente agli eventi, perdendo la pace praticamente per ogni cosa, dalle scarpe che non riusciamo a legare alla bocciatura a un esame. Normalmente, il nostro centro è all’esterno. Più propriamente, sarebbe corretto dire che non abbiamo nessun centro, ma semplicemente ci aggrappiamo alle “certezze incerte” del mondo, investendo tutta la nostra identità, felicità e sicurezza nelle relazioni, nelle attività, nelle nostre capacità, insomma nel fare e nell’avere anziché nell’essere. Quando uno dei nostri “centri” viene messo in discussione, sembra che ci stiano portando via una parte di noi: diventiamo gelosi, ci arrabbiamo, ci sentiamo oltraggiati. I “problemi” nascono proprio perché siamo attaccati alle cose del mondo.

Il “distacco” dai problemi

Se smettiamo di attaccarci così tanto al mondo e ci radichiamo nel nostro essere ne beneficeremo enormemente e inizieremo a vedere le difficoltà della vita in maniera del tutto diversa, non più come coloro che le subiscono, immersi in un pantano melmoso senza via di uscita, ma come i testimoni che guardano dall’alto di un monte ciò che accade alle loro vite, senza necessariamente smettere di goderne e di parteciparne, ma con un sereno distacco che ci permetta di mantenere la pace a prescindere da ciò che succede all’esterno. La chiave per affrontare i problemi sta proprio nel distacco da essi. Oltre a radicarci e dimorare nel centro interiore (che è anche un modo per dire “rimanere presenti a noi stessi, connessi con le radici del nostro essere”), possiamo raggiungere questo distacco praticando il non attaccamento, arrendendoci al momento presente e imparando a prendere la vita meno sul serio.

Coltiva il non attaccamento

Se non sei attaccato a nulla, non puoi avere problemi e non puoi soffrire. È proprio la tendenza ossessiva ad attaccarci alle cose, alle persone e alle idee a renderci miseri e sofferenti e a riempirci di problemi. Un problema non è altro che una cosa presa sul serio, qualcosa che diventa una questione di vita e di morte. Se solo ci ricordassimo che in breve tempo dovremo tutti lasciare il pianeta, ci accorgeremmo che è davvero insensato stare a preoccuparsi per qualsiasi cosa. Per quanto un problema possa apparici grave, prima o poi dovremo lasciarci tutto alle spalle, quindi che senso ha insistere a volerlo risolvere in modo così ossessivo? Dopotutto, a farci soffrire e sperimentare una cosa come un problema è proprio l’attaccamento al risultato, ovvero il bisogno ossessivo di vedere la situazione risolta per essere nuovamente in pace.

Non ci rendiamo conto che non è la situazione in sé – che noi definiamo come problema – a farci stare male, ma è la nostra interpretazione di essa a farci perdere la pace. In altre parole, pensiamo di poter ottenere felicità o di rimuovere l’infelicità risolvendo il problema all’esterno. Ma dimentichiamo che in realtà soffriamo perché non vogliamo la situazione che stiamo affrontando. In altre parole, opponiamo resistenza alla realtà, e ciò causa stress e tensione. Allora dovremmo imparare a lasciar andare, ad accettare pienamente il momento presente e ad arrenderci alla Vita. Ciò non significa rassegnarci e smettere di occuparci della situazione.

Arrenditi al momento presente

Anzi, se partiamo da uno stato di accettazione e non attaccamento, saremo molto più propensi a risolvere la situazione in maniera molto più semplice perché la nostra mente sarà molto più chiara e lucida e soprattutto saremo in pace a prescindere dal fatto che affronteremo la situazione con successo oppure no. È davvero così importante risolvere la situazione in cui ci troviamo oppure possiamo rimanere sereni? Ha senso che ce la prendiamo così tanto? Dopotutto, come dice Eckhart Tolle, “il momento presente è tutto ciò che hai“, quindi che senso ha preoccuparti di che cosa potrebbe succedere se non risolverai la situazione? Accetta pienamente ciò che la Vita ha da offrirti nel qui e ora, per quanto quel qualcosa possa sembrare inaccettabile.

Prendi la vita meno sul serio

Impara a sorridere dei problemi. Non c’è nulla che sia davvero così importante. Dopotutto, come ho già scritto sopra, prima o poi dovrai morire, senza che questa sia una minaccia, ma solo una constatazione! Impara a vedere i tuoi problemi dall’alto, con umorismo, da una prospettiva diversa. Non prendere le cose troppo sul personale. Lascia andare l’identificazione con il “personaggio del sogno” e diventa l’osservatore del “campo di battaglia”. Qualunque cosa succeda, tu hai la possibilità di creare un distacco e l’ironia è una delle forme migliori per farlo. Che cosa c’è di spirituale nell’ironia? Beh, credo tantissimo. L’ironia è un’arma straordinaria, perché ti consente di relativizzare, di vedere le cose da un punto di vista più distaccato e soprattutto ti consente di ridere di te stesso.

È comprensibile prendere sul serio la propria vita quando essa è davvero minacciata in questo momento e rischi di essere ucciso da un istante all’altro, ma questa è una situazione piuttosto rara. Per la maggior parte del tempo, i nostri problemi non sono così gravi. Ma la nostra mente tende a ingigantire ogni questione e soprattutto a fare previsioni catastrofiste: se perdiamo il lavoro, ci immaginiamo già sul lastrico a chiedere l’elemosina… Il pessimismo è connaturato nei nostri neuroni, perché evolutivamente ci ha salvato la vita. Ma nelle nostre vite di oggi possiamo lasciar andare queste tendenze paleolitiche! Possiamo imparare a prendere la vita con grazia e leggerezza.

La percezione corretta dei “problemi”

Per risolvere i problemi della tua vita, devi poi imparare a lasciar andare le tue proiezioni. Il solo fatto che tendiamo a definire qualcosa come problema, a dargli questa terribile etichetta, lo rende davvero tale. Siamo noi che trasformiamo una situazione in un problema. Per questo non possiamo pensare di “risolvere” tutti i nostri problemi all’esterno: vogliamo risolvere qualcosa che non c’è, un’idea nella nostra mente. Inoltre se uno dovesse risolvere uno a uno tutti i propri problemi, non finirebbe più, perché una volta risolto uno, ne sorgerebbe un altro e poi un altro ancora, e ancora e ancora. Quindi va rimossa la causa di ciò che sembrano essere i nostri problemi. Infatti i problemi che abbiamo sono solo l’effetto. Che cosa voglio dire con questo? Voglio dire che in realtà noi abbiamo a che fare semplicemente con situazioni.

Il fatto che tali situazioni si trasformino in “problemi” che sono in grado di toglierci la pace dipende esclusivamente da una cosa: la nostra interpretazione degli eventi, che dà vita a una percezione errata del mondo. Se la nostra mente soffre di un errore di percezione, vedremo problemi ovunque. E non dobbiamo essere particolarmente nevrotici per finire in questa situazione: sembra quasi che ognuno di soffra di questa percezione “malata” che lo porta a proiettare problemi ovunque. E qual è la soluzione a questo? La soluzione è smettere di proiettare. E assumersi la responsabilità delle proprie proiezioni. Quando giudichiamo qualcosa come un problema, gli diamo un enorme potere. Per di più, se diamo la colpa al mondo per l’origine di quel problema, diventiamo ancora più vittime.

Arrendi le tue percezioni della realtà

E allora dobbiamo imparare a mettere in discussione ciò che consideriamo una verità oggettiva e assumerci la responsabilità della nostra sofferenza. Ciò non ci eviterà le sfide della vita, ma almeno smetteremo di vederle come “problemi” inestricabili. Ogni volta che ti sembra di avere un problema, ricerca nella tua mente i pensieri che stanno giudicando quella situazione come problema. Sicuramente, troverai pensieri di accusa al mondo e in particolare l’accusa che una determinata situazione o persona ti abbia privato della pace, magari facendoti arrabbiare o facendoti sentire in colpa. Ma a quel punto puoi assumerti la responsabilità del tuo dolore, smettendo di dare la colpa all’esterno. Dopodiché, devi arrendere le tue percezioni della situazione. E puoi anche dirti: “Potrei vedere la pace anziché questo, ma non la vedo perché ora non ho occhi per vedere“.

Insomma, ti sto dicendo proprio questo: vediamo problemi perché “indossiamo lenti sbagliate”, ovvero percepiamo la realtà in modo errato, secondo i filtri di una mente che si identifica con un apparato psicofisico che può morire e quindi si sente vulnerabile, fragile e limitata come questo. Ciò che è un problema (o che potrebbe esserlo) per il tuo corpo, non lo è per la tua vera essenza, che è puro spirito! Anche qui la soluzione è identificarsi sempre più con la propria parte spirituale per smettere di soffrire le vicissitudini della personalità e dell’ego. Se vuoi smettere di avere “gli 84 problemi della vita”, lascia andare le tue percezioni, metti in dubbio le tue credenze per quanto riguarda i problemi ma anche su tutta la realtà in generale.

Assumiti la responsabilità delle tue proiezioni e del tuo dolore (che è sempre causato dalle tue interpretazioni!) e lascia andare i tuoi giudizi per tornare in pace e aprire il tuo cuore alla Verità. Se ti abitui a farlo, inizierai a vedere che i tuoi problemi in realtà sono semplicemente situazioni neutre e che tutto è perfetto a prescindere da come sembra apparire a prima vista. Grazie per la lettura! Iscriviti alla newsletter e seguimi su Facebook per rimanere aggiornato!

Come smettere di avere problemi

come smettere di avere problemi

Come smettere di avere problemi? Ma innanzitutto è possibile non avere problemi? Assolutamente sì. E ti dirò di più: è possibile trasformare i propri problemi in eventi miracolosi. Potrebbe sembrarti che sto esagerando, ma in realtà è perfettamente possibile eliminare le difficoltà e addirittura usarle come materiale per il tuo sviluppo. Innanzitutto c’è da chiarire una cosa: il tuo obiettivo non è rimuovere le difficoltà esterne. Se il tuo intento è questo, mi dispiace ma ti dovrò deludere. Se invece vuoi risolvere il tuo rapporto con i problemi in maniera definitiva, questo articolo fa per te.

In questo articolo ti spiegherò:

  • perché i tuoi problemi non esistono eppure ne sei perseguitato;
  • come cambiare atteggiamento in modo da non avere più problemi;
  • come trasformare i problemi in opportunità.

I tuoi problemi sono fantasmi

I tuoi problemi sono fantasmi: questa è l’ultima cosa che vorrebbe sentirsi dire un disoccupato depresso e in balia della propria situazione insopportabile. Eppure, se ci pensi bene, che cosa sono i problemi? Si possono toccare, annusare o vedere? Evidentemente no. Infatti i problemi esistono soltanto all’interno della tua mente, e sono racchiusi e inscatolati in essa. Eppure hanno un’enorme influenza su di te e sono spesso in grado di rovinarti l’umore e la salute o persino l’intera esistenza. Perché succede questo? Essenzialmente, tu credi alla tua mente e in questo modo i problemi diventano reali. Ma che cosa vuol dire che i problemi non esistono? Per evitare fraintendimenti continua a leggere.

Perché i tuoi problemi non esistono eppure ne sei perseguitato

I problemi nascono dalle tue interpretazioni della realtà. Tali interpretazioni sono filtrate da una “lente” che indossi inconsapevolmente e che ti porta a giudicare un determinato evento in un certo modo. Questa lente è un vero e proprio filtro, che utilizzi continuamente e che ti impedisce di avere accesso diretto alla realtà. In pratica, è come se tenessi sempre addosso degli occhiali che ti fanno apparire il mondo in un certo modo. Questa lente è influenzata dal tuo passato personale, dai condizionamenti sociali, famigliari e culturali, dalle tue credenze e convinzioni. In base a questa lente, hai determinate idee riguardo il successo e il fallimento, la felicità e l’insoddisfazione, il giusto e lo sbagliato. Ma soprattutto, interpreti una rottura, una separazione, un licenziamento come un colpo basso.

I tuoi problemi, inoltre, nascono dall’attaccamento. Se sei attaccato al tuo corpo, una ferita è una minaccia; se sei attaccato al denaro, un furto è inaccettabile; infine, se sei attaccato al tuo partner, un tradimento è doloroso. L’attaccamento è la sostanza che costituisce la base della tua lente, e influenza il modo in cui giudicherai il mondo. Senza attaccamento, al contrario, qualunque evento è neutro. Se non sei geloso, un tradimento non è più un grosso problema; se non ti senti proprietario dei tuoi soldi, essere derubato non ti farà uscire fuori di testa. Potresti dire che è ovvio che hai degli attaccamenti e che sarebbe impensabile non averli. In realtà, per quanto fino ad un certo punto ciò sia normale, a che cosa serve la vita se non a liberarsi da questi attaccamenti per crescere e sviluppare una consapevolezza superiore? Evolversi significa superare gli attaccamenti!

La via del non attaccamento: come smettere di avere problemi seguendo questa strada

In breve, avrai problemi finché sarai attaccato a qualcosa o a qualcuno. Quando superi l’attaccamento, qualunque cosa non può più rappresentare una difficoltà! Ma come puoi smettere di essere attaccato alle cose? Ecco i passi per seguire la via del non attaccamento:

  1. Chiediti a che cosa sei più attaccato. Non cercare di rispondere subito. Piuttosto, rimani con il punto interrogativo e aspetta che la risposta arrivi da sé. In particolare, durante la giornata, inizia a notare le tensioni, le emozioni negative e le ansie che provi. Esse potrebbero essere il segnale di un attaccamento eccessivo. La gelosia, l’apprensione e il desiderio di possesso indicano che devi lavorare su degli attaccamenti.
  2. Lavora sugli attaccamenti. Semplicemente, sviluppa il proposito di essere meno legato a qualcosa o a qualcuno. Dopodiché, il “problema” non tarderà ad arrivare. Quello che tu chiami un problema è, al contrario, una sfida con cui la vita ti spinge a liberarti da un attaccamento, per cui sta a te cogliere le opportunità al volo. Le occasioni per lavorare sugli attaccamenti sono numerosissime: peccato che normalmente tu le veda come problemi e tenda a rifuggirle!
  • 3. Riconosci i meccanismi automatici con cui il tuo corpo e la tua mente creano resistenza e sofferenza quando i “problemi” si presentano. Il vero problema, se vuoi, non è il fatto esterno in sé, ma il tuo atteggiamento di conflitto con la realtà. Attaccarsi a qualcosa vuol dire combattere contro il flusso della realtà e negare la temporaneità delle cose per costruire una realtà malsana. Purtroppo, però, tutto questo è considerato normale.
  • 4. Realizza di non aver bisogno di niente. Gli attaccamenti derivano anche dall’abitudine e dalla credenza di considerare che abbiamo bisogno di qualcosa per essere felici. In particolare, tendiamo a voler imporre le nostre aspettative sul mondo in base alla nostra esigenza di controllo.

La via della responsabilità: come smettere di avere problemi in definitiva

Se lavorare sugli attaccamenti può sembrarti difficile e incontri troppe resistenze, puoi ricorrere ad una via più soft (ma non per questo facile!) per smettere di avere problemi. Puoi seguire la via della responsabilità. In pratica, essa consiste in un rovesciamento del paradigma ordinario, in base al quale tu subisci un problema e per risolverlo devi rimuovere la causa esterna. Questo atteggiamento è quello della vittima ed è tanto diffuso quanto distruttivo. Il nuovo paradigma che puoi adottare consiste nell’assumerti la responsabilità dei problemi e del modo in cui li risolverai. Che cosa significa? Significa che:

  • Dovrai iniziare a sentirti responsabile di tutto ciò che ti accade, che sia piacevole o spiacevole (mi avevi detto che era una strada più soft!). Potresti credere che questa mentalità sia una condanna a morte. In realtà, è l’unica strada per la libertà. Dopotutto, finché subisci passivamente i problemi, come pensi di poterli risolvere? Ripetiti, per quanto all’inizio possa essere doloroso, che sei tu a causarti ciò che ti capita (pur inconsapevolmente) e sei tu l’unico/a a poterne rispondere.
  • Dovrai sentirti responsabile delle tue azioni e risposte e smettere di reagire meccanicamente agli impulsi e agli avvenimenti esterni. Crea uno spazio tra te e lo stimolo: finché sarai meccanico e agirai in preda alle emozioni e alle reazioni istintive, continuerai ad essere oppresso dai problemi.

Come puoi smettere di avere problemi con la via della responsabilità?

Quando ti assumi la responsabilità, accade che diventi il protagonista della tua vita e il creatore degli eventi attorno a te. Infatti non è vero che tutto avviene per caso e non è vero che tu sei la vittima di un destino malvagio. Al contrario, ogni evento ha un suo preciso perché e questo lo puoi realizzare nella tua quotidianità, purché aumenti la tua consapevolezza e sia disposto ad aprire gli occhi. Assumendoti la responsabilità, ti si apre davanti un mondo completamente diverso. Che cosa vuol dire seguire la vita della responsabilità nella pratica? Significa:

  • Smettere di lamentarti. Lamentarsi vuol dire scaricare sugli altri la responsabilità. Inoltre è un enorme spreco di energia.
  • Smettere di giudicare. Il giudizio ti rovina letteralmente la vita e non differisce molto dalla lamentela. Quando giudichi qualcun altro, stai condannando una parte di te che non accetti, e ancora una volta stai sfuggendo alla responsabilità di cambiare.
  • Diventare creatore. Ciò implica che dovrai scegliere in prima persona come agire senza delegare a nessuno la responsabilità e senza dipendere da nessuno.

La via della responsabilità è strettamente collegata alla prossima via di cui ti parlerò nel prossimo paragrafo.

La via delle opportunità

Diventare responsabili è il presupposto per intraprendere un’altra strada: la via delle opportunità. In che cosa consiste? Consiste nel trasformare i problemi nel loro “corrispondente superiore”, ovvero in opportunità. Questa strada implica un ulteriore rovesciamento di prospettiva, poiché comporta un ampliamento di visione. In particolare, richiede che tu ti distacchi dai tuoi problemi, facendo un passo indietro fondamentale che ti consenta di creare una distanza. Per creare questa distanza hai bisogno di coraggio e creatività. Ma fatto questo passo, puoi ottenere la freddezza e la lucidità necessarie per vedere i tuoi problemi diversamente.

Nella pratica, devi chiederti in che modo una determinata difficoltà potrebbe contribuire ad aumentare la tua consapevolezza o farti crescere. Dopotutto, i problemi sono le uniche sfide che la vita ti mette davanti per maturare. Senza di essi, non trovi che la vita sarebbe monotona e ripetitiva? Qual è lo scopo della vita, se non evolversi affrontando i problemi? Se tu riesci a trasformare il tutto in una sfida per la tua crescita o addirittura in un gioco, ti si spalancherà un mondo completamente diverso e migliore. Inizia ad essere grato per i tuoi stessi problemi, poiché è grazie ad essi che potrai diventare la migliore versione di te stesso. Ti assicuro che per quanto ora potresti vedere tutto nero, se avrai il coraggio di trasformare i tuoi problemi in una sfida, non rimpiangerai di averlo fatto!

Come smettere di avere problemi integrando le tre vie

Abbiamo parlato di tre vie per smettere di avere problemi:

  • la via del non attaccamento
  • la via della responsabilità
  • via delle opportunità

Queste tre strade sono in realtà strettamente interconnesse tra loro. Integrandole insieme, potrai ottenere dei benefici inimmaginabili. Per iniziare, ti consiglio di mettere in discussione i tuoi schemi di pensiero e le tue interpretazioni ricorrenti della realtà. Chiediti: “Non è che la mia lente è difettosa e non riesco a vedere la realtà per quella che è?” “Io vedo solo problemi, ma potrebbe darsi che la mia interpretazione è errata o parziale?”. Per questo è fondamentale l’osservazione. L’osservazione riassume tutte le tre vie e ne è l’inizio e il compimento, la base e il termine. Osserva i tuoi attaccamenti, i tuoi atteggiamenti da vittima e la tua tendenza automatica a vedere i problemi come difficoltà insormontabili anziché come sfide.

Osserva il modo in cui la tua macchina biologica ti porta a reagire meccanicamente, ad attaccarti agli oggetti e a farti soffocare dagli eventi. Solo in questo modo potrai seguire efficacemente le tre vie, diventando distaccato, responsabile, creatore. Nutri fiducia nel fatto che ciascun tuo problema contiene in sé un enorme potenziale per il tuo sviluppo. Magari ora non lo vedi, ma ciò che chiami problemi non sono che occasioni per liberarti dai tuoi attaccamenti, diventare creatore e responsabile, per dare vita ad ulteriori opportunità. Grazie per la lettura! Iscriviti alla newsletter per rimanere aggiornato!

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