Come vivere nel presente

Come vivere nel presente

Lo stato di coscienza ordinario del 99% delle persone è lo stato di assorbimento nel traffico mentale. Appena sorge un pensiero, l’attenzione è automaticamente assorbita da esso e inizia il pensiero compulsivo. La mente prende il sopravvento e la vita diventa una costante anticipazione ansiosa del futuro, o una proiezione speranzosa, un rimuginare continuo, un bisogno irresistibile di giudicare e la coscienza umana si ritrova perennemente triturata dai pensieri. Più ti crogioli nella mente, più ti allontani dal momento presente, l’unica dimensione in cui scorre la vita e, come sostiene Eckhart Tolle, esso è tutto ciò che hai. Come puoi sottrarti al pensiero ossessivo e come puoi iniziare a vivere pienamente nel momento presente?

In questo articolo vorrei rispondere proprio a questa domanda. Ma prima di rivelarti le strategie e gli atteggiamenti vincenti per vivere istante dopo istante, in un eterno qui e ora, vorrei spiegarti perché devi assolutamente abbracciare questo “stile di vita”. Prima di tutto, però, vorrei polemizzare contro la banalizzazione che è stata fatta del momento presente. Esso è stato trasformato in un immagine mentale, un ideale come la pace, l’amicizia o l’amore. In questo modo è stato svuotato di ogni significato. E in molti casi viene frainteso o interpretato alla luce della cultura odierna, e cioè impregnato di materialismo e letto in chiave edonistica. Mi spiegherò meglio nei prossimi paragrafi. Buona lettura!

Che cosa non è il momento presente

Per sapere come vivere nel presente e perché sia opportuno farlo, è prima necessario comprendere che cosa sia il momento presente. Ma prima ancora è necessario ricordare che cosa non è il momento presente. Bisogna infatti mettere in luce il fatto che ciascuno di noi interpreta i nuovi concetti secondo i propri pregiudizi e i propri valori e desideri inconsci. E questi pregiudizi derivano in gran parte dalla società. E anche per il qui e ora è facile che la nostra cultura di appartenenza ci inganni o corrompa il concetto. Per questo ritengo doveroso innanzitutto sfatare i miti sul momento presente. Ecco appunto che cosa non è il momento presente:

I miti sul momento presente

  • Non è una scusa per smettere di servirsi del tempo orario (tuttalpiù serve a eliminare quello psicologico, creato dalla mente). In particolare, vivere nel presente non significa far finta di abbandonarsi al flusso quando in realtà questo comportamento nasconde l’intenzione di rinunciare a ogni responsabilità, e dall’altro lato smettere di sognare e creare una vita in accordo con i propri desideri più profondi. E non significa nemmeno smettere di pianificare e gestire efficacemente le proprie giornate. A proposito di ciò, se vuoi sapere come utilizzare al meglio il tempo, ti invito a rileggere la lezione di Seneca!
  • Non è da confondere con l’invito a indulgere nei piaceri dei sensi. Al limite, significa vivere più appieno le esperienze, in modo consapevole (che è poi l’essenza della mindfulness)
  • Non è una bolla per rifuggire dai propri problemi e per non affrontarli. Tuttalpiù è una dimensione di pace che consente di rimanere centrati proprio durante le difficoltà, per essere più efficienti e vedere ogni cosa con nuovi occhi.
  • Non è una consolazione per vivere più sereni. Non sto dicendo che nel qui e ora non troverai la pace di cui hai bisogno, ma ti sto avvisando di non prendere il momento presente come un concetto rassicurante a cui attaccarti come un idolo per non soffrire. Ricordati che non è all’idea di presente che devi aggrapparti, ma alla dimensione reale ed esperienziale.
    Non è una tendenza orientaleggiante o new age. È senz’altro vero che il vivere nel qui e ora è stato propugnato soprattutto dalle filosofie orientali, ma come modalità profonda di connessione con la realtà, intrisa di spiritualità e trascendenza. Per certi versi, si tratta di una vera e propria visione del mondo. Oggi si tende a svuotare sistematicamente il presente del valore attribuitogli in origine, per diventare un ideale vuoto da vendere come una merce. Da dimensione spirituale, in Occidente è diventato una realtà puramente materiale, immanentizzata, come se fosse qualcosa da afferrare o possedere.
  • Non è nemmeno una categoria filosofica astratta. Il problema è che noi occidentali vediamo il presente come un istante schiacciato tra un passato e un futuro infiniti, dimenticando che nel presente si svolge tutta la nostra vita. Dunque, ti invito a smettere di immaginare il presente e a disfarti di tutte le idee che hai su di esso.

Che cos’è in realtà il momento presente

Ora che abbiamo sfatato i miti che fanno del momento presente un concetto mentale e lo riducono a ciò che non è, possiamo cercare di definire insieme che cos’è.

Il momento presente è la dimensione entro la quale la vita si manifesta attraverso le forme e, più profondamente, la realtà nella quale tu puoi cogliere te stesso come consapevolezza e puoi dunque riconoscere di esserne intimamente e inseparabilmente connesso.

Per formulare questa definizione mi sono basato soprattutto sugli insegnamenti di Eckhart Tolle. Penso che questo sia l’unico modo per cogliere l’essenza del qui e ora. Capire che cos’è esattamente il presente significa predisporsi per viverlo pienamente, senza filtri né preconcetti. Ti invito dunque a smettere di creare immagini del presente, anche perché è insensato farlo quando puoi farne esperienza diretta. Anzi, l’esperienza diretta, cioè l’adagiare la tua attenzione su di esso, è l’unico modo per farne davvero esperienza. Insisto su questo perché il presente è una cosa che la mente non può concepire, perché in qualche modo esso è antitetico alla mente. La mente infatti vive di tempo e il presente è un istante indecifrabile, non misurabile o addirittura riducibile a uno zero.

Ma nell’esperienza il presente è tutto ciò che c’è, quello “spazio” eterno (e cioè fuori dal tempo) in cui tutto accade e si dispiega. Del resto, puoi riferirti a qualcosa che non sia accaduta nel qui e ora? Potresti rispondermi che un evento passato è avvenuto nel passato… ma se stai un attimo attento, noterai che ciò che dici essere accaduto nel passato non è che una memoria, e quindi un’immagine che hai nella mente adesso. Quanto al futuro, è più semplice capire che non c’è, in quanto non c’è ancora, e quando verrà, sarà adesso. Questo esperimento mentale sembra una banalità, ma non lo è affatto. Può infatti aiutarti a riconoscere nell’esperienza che non c’è nulla al di fuori dell’Adesso. Forte di questa consapevolezza, puoi ricondurre tutta la tua esperienza nel presente e così progredire spiritualmente.

Perché devi assolutamente vivere nel presente

Ma quali sono i motivi per cui devi assolutamente vivere nel momento presente?

  • Nel momento presente non può esserci sofferenza. La sofferenza, infatti, nasce sempre da un’anticipazione o da un ricordo. In altre parole, è figlia del tempo, ed è creata dalla mente. Al di fuori della mente fluisci senza sforzo. Ciò non vuol dire che non puoi sperimentare la fatica o dolore fisico o che non dovrai più affrontare sfide, ma il bello è che non soffrirai per questo.
    Vivere nel presente è il vivere illuminato, in piena armonia con la vita, senza alcuna resistenza egoica o opposizione. Se vivi pienamente nel presente, il tuo ego si dissolve e diventi tutt’uno con la vita. In altre parole, diventi un “risvegliato” o “illuminato”.
    Nelle profondità del presente si trova la tua vera essenza, il tuo vero Sé. Sì, è nascosto proprio lì, non nelle forme o in ciò che appare nel campo della una coscienza, ma nel campo “sottostante” in cui tutto si svolge e nel quale tu puoi avvertire te stesso come presenza. E la tua essenza contiene la pace, l’amore e la fonte di ogni felicità, ed è il divino che c’è in te!
  • Se vivi completamente nel presente, non c’è spazio per l’angoscia, lo stress e le preoccupazioni, i rancori e la rabbia. Ogni pensiero, emozione e sensazione si dissolve nell’oceano infinito del tuo Essere, e la tua mente appare come qualcosa di esterno, senza più alcun reale potere su di te, e diventa tua servitrice anziché tua padrona.

In breve, nel presente trovi tutto ciò di cui hai bisogno e si trova la tua realizzazione spirituale. Quindi penso che ciò sia sufficiente come motivazione per iniziare a vivere pienamente nel qui e ora. Ma come puoi vivere nel presente?

Come vivere nel presente?

In effetti, vivere nel presente è il risultato finale di tutti gli sforzi spirituali. Ma non devi aspettare a diventare un guru illuminato per iniziare a sperimentare i fantastici benefici e la gioia dell’Adesso. Puoi cominciare a partire da oggi, te lo prometto, se solo avrai la sufficiente motivazione, forza di volontà e fiducia nella vita. Innanzitutto, devi comprendere una cosa: ci sono due stati opposti di coscienza. Uno è lo stato ordinario di assorbimento nella mente, in cui sei quasi completamente inconsapevole e percepisci te stesso come identificato con i pensieri e le emozioni e intrappolato in essi.

L’altro è lo stato di presenza, nel quale sei pienamente consapevole di non pensare e sei in uno stato di vigile attenzione, ricettivo nei confronti di ciò che accade all’esterno, ma soprattutto intensamente cosciente del fatto di essere consapevole, ovvero percepisci te stesso come consapevolezza aldilà delle forme e senti di esistere. Andando a fondo in questo sottile senso di presenza, puoi scoprire la pace, la gioia e la soddisfazione intrinseche al tuo essere. Per arrivare però a sperimentare tali stati, devi prima rimuovere gli ostacoli che in ogni momento poni e che ti impediscono di riconnetterti a te stesso. L’ostacolo essenziale è il pensiero compulsivo, cioè la tendenza a cadere nelle reti dei tuoi pensieri e farti triturare da essi. Quindi per vivere nel presente devi innanzitutto imparare a smettere di pensare.

Come vivere nel presente imparando a smettere di pensare

Sfatiamo innanzitutto un mito: smettere di pensare non significa smettere all’improvviso di avere pensieri. Il problema in sé non sono i pensieri, che di per sé sono innocue modulazioni della coscienza, ma il potere – e cioè l’energia – che dai a questi. L’energia dipende dall’attenzione che “regali” a essi non appena compaiono nella tua consapevolezza, credendo che siano veri, cioè rendendolo validi e permettendo così che esplichino il loro “potere letale”, e attaccandoti ad essi, cioè alimentandoli con ulteriori pensieri e dando loro ulteriore energia. Sei tu, inconsciamente, che dai valore ai pensieri, è più lo fai, più ciò si trasforma in un’abitudine malsana. Così ti sembra che non pensare “ti tolga qualcosa”, oppure lo ritieni impossibile (bada che questo è un altro pensiero!).

Semplicemente, la maggior parte di noi è ipnotizzato dai propri pensieri. E lo è al punto da essere diventato loro schiavo. Così frenarli sembra un’impresa inaudita. Ciò deriva dal fatto che abbiamo sempre dato loro un potere che non gli spettava, credendoli veri e idolatrandoli come contenitori di verità assolute, nemmeno fossero le Idee platoniche! Abbiamo perso la nostra energia versandola nella mente, costruendo un’identità fittizia al suo interno e rimanendo così intrappolati nel nostro stesso “gioco”. E ora “tirarci fuori” dal buco sembra davvero difficile. Se non altro, siamo rimasti bene incastrati. Ma come siamo stati noi, pur inconsapevolmente, a “cadere” nella mente, così abbiamo il potere di rialzarci.

Tu hai il potere sulla tua mente e ne sei il padrone. Il fatto è che hai accettato di fare la parte dello schiavo e di rendere la mente la ti dominatrice. Ma ti basta fare un piccolo esperimento per renderti conto che sei ancora il padrone della tua mente: riesci a smettere di pensare per almeno tre secondi? Se puoi farlo anche per un solo istante, significa che almeno un po’ di potere è ancora nelle tue mani. Quindi, parti dal potere che ti è rimasto! E cioè, parti da quei pochi secondi di assenza di pensiero per diventare consapevole di esistere ed essere presente. Può aiutarti chiederti: qual è il prossimo pensiero? Questo semplice esercizio ti aiuta a rimanere vigile e attento e sfruttare il potere della tua presenza per distaccarti dal flusso ininterrotto di pensieri. Questa è già di per sé una potentissima meditazione!

Come sfruttare il potere della meditazione per vivere nel qui e ora

Una pratica meditativa classica può esserti molto d’aiuto per frenare il pensiero compulsivo. Ma ancora più utile è portare la presenza nelle tue attività in tutta la tua giornata. Puoi partire dai momenti di quiete, quando stai aspettando o ti stai lavando le mani, stai salendo le scale o camminando. Durante queste attività, connettiti intensamente con ciò che stai facendo, con tutti i cinque sensi. Mentre rimani in silenzio, cerca anche di cogliere la tua stessa presenza nel retro. Abituati a connetterti pienamente con le tue attività. In questo modo, la mente perde gradualmente il suo potere di assorbirti.

Ogni volta che ti ritrovi perso nei tuoi pensieri, torna nel qui e ora. Questo puoi farlo ovunque e in qualsiasi momento della giornata. Puoi usare come “ancore” il respiro, il tuo corpo, le sensazioni corporee o i suoni nell’ambiente oppure frenare direttamente il pensiero e ascoltare il silenzio dentro di te. Inoltre, durante il giorno puoi spesso chiederti se sei presente e questa sola domanda ti porterà direttamente nel qui e ora. Una delle cose più difficili è ricordarsi di essere presenti, per questo inizialmente quando ti proponi di fare degli esercizi, può esserti d’aiuto metterti una sveglia. Puoi poi decidere di trasformare i rituali della giornata (come cambiarti i vestiti o farti la doccia) in occasioni per rimanere presente.

Questo è tutto. Come vedi, non è così difficile! Devi solo impegnarti e non farti sfuggire le occasioni! Grazie per la lettura. Ti invito a iscriverti alla newsletter e seguimi su Facebook per rimanere aggiornato sui contenuti del Sentiero della Realizzazione.