La magia del silenzio

La magia del silenzio

La magia del silenzio dischiude i cuori. Nel silenzio è racchiuso un potere straordinario. Esso vale spesso più di mille parole. Anzi, in molti casi comunica ciò che il linguaggio non può esprimere. Infatti come possono essere comunicati l’amore, il divino, la pace se non attraverso il silenzio? Attraverso il silenzio si trasmette l’energia, si crea una connessione tra le anime. Si esprimono verità ineffabili. Laddove la parola non arriva, il silenzio ne scavalca il limite ed esprime con pienezza e precisione qualunque cosa. Certo, per cogliere il significato di un silenzio è necessaria una sensibilità profonda. Infatti la maggior parte di noi è ipnotizzato dal fascino del linguaggio. Sia chiaro: le parole fanno parte di un mondo meraviglioso.

Ma allo stesso tempo hanno un grosso limite, che non può essere travalicato dal linguaggio. Qual è il limite del linguaggio? Le parole hanno dei confini, sono limitate da se stesse, indicano qualcosa fuori di sé ma non lo possono esprimere pienamente. Non possono comunicare direttamente l’esperienza, soprattutto se tale esperienza è soggettiva, unica, speciale. E anche le parole più magiche, più fresche, più ricche hanno bisogno di essere fecondate da uno spirito che le trascende. E questo spirito è fatto di silenzio. Il silenzio può esprimere in un istante tutto l’Universo. Ma solo un’anima altrettanto silenziosa può cogliere questa trasmissione. Certo, talvolta il silenzio esprime disappunto, sconcerto, indecisione, ma anche in questo caso comunica molto più del linguaggio. E questo non può mai dissimulare l’esperienza reale, che filtra puramente attraverso il silenzio.

La magia del silenzio

La magia del silenzio è un incantesimo profondo e straordinario. Attraverso il silenzio viene comunicata ogni esperienza, e attraverso di esso ogni esperienza è ricevuta, vissuta, trasmessa. Il silenzio non può mentire. E come potrebbe farlo? Il silenzio è di per sé verità, la racchiude e ne è racchiuso, la esprime e ne accoglie la vibrazione. Ciò che le parole possono nascondere, il silenzio lo rende evidente contro qualunque tentativo. Infatti la verità non può essere negata, non può essere rifiutata. Attraverso il silenzio comunichiamo come stiamo, che cosa pensiamo, cosa proviamo, siamo dei libri aperti. Forse potremo nascondere il particolare pensiero, la particolare esperienza che stiamo vivendo, ma non possiamo celare il genere di pensieri o di esperienza. Possiamo nascondere il motivo per cui siamo preoccupati, ma non il fatto che siamo angosciati.

Il silenzio dice tutto su di noi. Chi è attento può cogliere la nostra essenza più profonda con un solo sguardo. Per questo non ha senso avere nulla da nascondere. Tutto traspare attraverso di noi. La magia del silenzio ci rende trasparenti. Dopotutto, che senso ha avere una privacy? Che cosa abbiamo da nascondere se tutto è registrato nel suono invisibile del silenzio? Il silenzio contiene in sé tutto il mondo, poiché non ha confini, è letteralmente infinito. L’infinito sembra qualcosa di inconcepibile, ed è così per le parole, ma esso è l’esperienza di ogni momento. Il silenzio rende dolcissima la musica: non è forse lo spazio tra le note a rendere una canzone meravigliosa? Se non ci fossero le pause, ogni musica sarebbe una successione arida di suoni e non trasmetterebbe nulla.

Il silenzio crea la bellezza e dà senso alle parole

Attraverso le pause, la musica comunica un mondo emotivo profondissimo. Le note non possono farlo. Solamente il silenzio riesce ad arrivare dove i suoni non possono. E ciò è vero non solamente per la musica. In ogni nostra conversazione i silenzi sono la parte più importante. Infatti è nel silenzio che avviene la comunicazione e che può essere veicolato un significato. E anche quando afferriamo una parola, per capirne il senso dobbiamo fare una pausa, per quanto impercettibile. La mente non è in grado da sola di comprendere: ha bisogno di una consapevolezza, che è essa stessa silenzio, per produrre o ricevere un significato. La magia del silenzio contiene in sé la magia dei significati. Che cos’è un significato se non un mondo fatto di silenzio, veicolato da uno spirito che vivifica ciò che altrimenti sarebbe privo di senso?

Il silenzio dà senso alle parole. Ma soprattutto è responsabile di creare la bellezza. Quando ascolti un brano musicale, ciò che ti fa commuovere è il silenzio tra le note. Quando ascolti un discorso sensazionale, ciò che ti dà i brividi sono gli intervalli. Inoltre, una battuta raggiunge il suo effetto di produrre una risata nel silenzio. Oggi dovremmo riscoprire il silenzio, perché nel silenzio troveremo noi stessi. Infatti noi stessi siamo silenzio. Nel silenzio si trova la nostra essenza, la pace, la gioia, l’amore. Può l’esperienza della pace o dell’amore essere un’esperienza rumorosa? Se le nostre menti non tacciono mai, non possono aprirsi alla bellezza, all’armonia, al divino. Il vero silenzio è quello interiore, e in quel silenzio inizia ad avvenire il miracoloso.

Il silenzio è sacro: torniamo alla magia del silenzio!

Il silenzio è sacro. Non andrebbe profanato così facilmente. Non dovremmo parlare a meno che non abbiamo qualcosa di davvero importante da dire. Come dice un detto zen: non parlare, salvo che tu possa migliorare il silenzio. E puoi stare certo che non è facile migliorare il silenzio. Non sopportiamo il silenzio, perché esso ci porta ad entrare dentro di noi. E temiamo più di ogni cosa ascoltare il nostro cuore. Viviamo nel caos perché in questo modo evitiamo noi stessi. Ma ciò comporta una profondissima disconnessione dalla nostra natura, e quindi dall’amore, dalla pace e dalla vera gioia. A ritirarsi dalla vita non sono i monaci buddhisti in monastero, ma gli occidentali che fuggono da sé stessi. Infatti l’unica vera Vita è dentro ognuno di noi, e finché non ci conosciamo non stiamo vivendo.

E se non viviamo davvero, non possiamo amare né essere felici. Al contrario, soffriremo e saremo miseri e in preda all’angoscia. Non dobbiamo sorprenderci di quanta depressione, apatia, disperazione e conflitto ci siano dentro e fuori di noi, se siamo così disconnessi dal nostro spirito. Dobbiamo tornare alla magia del silenzio, perché solo questo ci salverà. E nel silenzio dobbiamo tornare a contemplare noi stessi e il mondo. Dobbiamo apprezzare il silenzio. Non riusciamo a farlo perché il silenzio sembra vuoto. In realtà esso, poiché dice sempre la verità, ci fa vedere il vuoto dentro di noi. Se staremo abbastanza tempo ad ascoltarlo, esso riempirà il nostro vuoto e inizieremo a sentire la sua pienezza, la sua pace e la sua sconfinata dolcezza.

La dolcezza del silenzio

Il silenzio è incredibilmente dolce, soffuso, tenero, eppure allo stesso tempo è energico e potente. In esso l’energia maschile e femminile si fondono in un’armonia spirituale e divina. Nel silenzio non manca nulla. Il senso di mancanza, non a caso, nasce dopo il silenzio, si sviluppa nella mente, si articola nel linguaggio. Nel silenzio ogni bisogno è soddisfatto e regna una pace assoluta e imperturbabile. E in fondo il silenzio non può essere né riempito né disturbato. Le parole sembrano disturbarlo: in realtà ciò che fanno è semplicemente affondare in quel mare sempre calmo. Se il silenzio non rimanesse dietro le parole, esse non ci sarebbero neppure. Noi cogliamo le parole perché dietro di esse c’è un oceano di silenzio. E la verità è che è il silenzio a riempire le parole, e non viceversa.

La dolcezza del silenzio è profondissima. Esso accarezza e abbraccia chiunque sia disposto a farsi penetrare da lui e ad accoglierlo. Nel silenzio ogni cosa nasce, cresce e si dissolve. Solo il silenzio è eterno, sempre presente, indistruttibile. E quel silenzio, se lo indaghi profondamente, scopri che è la tua stessa essenza! Il silenzio infatti è l’unica realtà, è l’unico Essere: non c’è nulla fuori dal silenzio. Tutto ciò che sperimentiamo non è rumore, ma una modulazione del silenzio, una sua espressione miracolosa. Come fa il silenzio a produrre suoni? Questo è il mistero, che nessuna parola può spiegare. Il rumore non può spiegare il silenzio. Quindi non ci resta che tacere e affidarci al silenzio.

La potenza del silenzio

Allo stesso tempo il silenzio è potenza ed energia. Esso contiene infatti la forza creatrice dell’Universo. Come è nato l’Universo se non dal silenzio? E il primo suono non è stato creato lo stesso dal silenzio? Il silenzio è nulla ma allo stesso tempo tutto. Non c’è nulla al di fuori di esso, poiché tutto sorge e cade nel silenzio. E il silenzio ha il potere che ogni cosa accada sulla sua superficie, senza che ciò lo alteri in alcun modo. Può anche il boato più tremendo e assordante distruggere il silenzio? No, semmai lo amplifica, lo rende più vivo, mostra che è solo attraverso di esso che ha potuto esplodere con tale vigore. Per contenere la potenza esplosiva più distruttiva, il silenzio deve essere ancora più potente. Non c’è dunque nulla di più potente del silenzio.

Ogni cosa si scioglie nel silenzio come neve al sole. Il silenzio è impenetrabile: non sono i suoni a penetrarlo, ma è esso a entrare in loro e a infonderli della sua sostanza. Il silenzio è l’unica sostanza. Esso è consapevole, autocosciente, infinito, indistruttibile ed eterno. Il suo potere è inimmaginabile. Ma la sua forza è bilanciata da una dolcezza incommensurabile e tenerissima. In quest’armonia di opposti, scaturisce ogni cosa. La magia del silenzio è così profonda e stupefacente da incantare e affascinare. A produrre incanto può essere solamente il silenzio. E solo esso può essere ammirato e venerato. Nel silenzio c’è tutto ciò che abbiamo sempre cercato. Non abbiamo mai trovato la pace e la felicità perché abbiamo sempre respinto il silenzio, ma esso è sempre tornato su di noi a ricordarci il nostro vuoto.

Il silenzio è il vuoto più pieno che ci sia

Pensiamo che il silenzio sia vuoto: è vero che è vuoto di parole, di suoni, di eventi. Da questo punto di vista non è nulla. Non è nulla rispetto alla nostra esperienza comune. Ma se lo approfondiamo con sufficiente dedizione, scopriamo che in realtà a essere nulla è tutto ciò che abbiamo vissuto. Ciò che sembra riempirci in realtà ci svuota. Non è un caso che ciò che ci fa stare meglio è ciò che ci lascia senza parole, senza fiato, senza pensieri. Perché è quando il mondo turbinoso della mente si mette da parte almeno per un attimo che nasce la gioia e si può sperimentare la bellezza del Tutto. E possiamo così scoprire la pienezza ineffabile e straordinaria del silenzio e rimanere meravigliati di aver potuto pensare che il silenzio non fosse altro che assenza di suoni e parole.

Non c’è nulla che possa riempire di più del silenzio. In pochi lo sanno, poiché anche quando fuori di noi c’è silenzio, noi facciamo di tutto per coprirlo. I pensieri sono l’ultimo strumento che usiamo per rifiutare il silenzio. Eppure gli stessi pensieri emergono dal silenzio e si dissolvono in esso. Dovremmo allora abituarci a prestare più attenzione al silenzio rispetto ai pensieri e alle parole. Dopotutto è il silenzio a costituire la quasi totalità della nostra esistenza, delle nostre esperienze e interazioni. Quindi dovremmo dargli la giusta importanza. La nostra stessa mente è per il 99% silenziosa, eppure siamo ipnotizzati dall’1% che parla! Il silenzio è il vuoto più pieno che ci sia: non ci resta che affondare nel suo abisso senza fine.

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