Dinamiche a spirale: un modello per la tua crescita

Dinamiche a spirale: un modello per la tua crescita

Se hai bisogno di una mappa per valutare il tuo livello di crescita personale o vuoi misurare i tuoi progressi, allora sei nel posto giusto. In questo articolo parleremo di un modello per la tua crescita, sviluppato dallo psicologo dr. Clare Graves. Si tratta delle dinamiche a spirale: esse descrivono l’evoluzione della coscienza umana attraverso delle tappe successive. Sono un punto di riferimento straordinario perché ti permettono di individuare a che punto sei con il tuo sviluppo e di conseguenza ti permettono di migliorarti.

Il modello si compone di 8 fasi o stadi. Esse individuano una determinata tappa dello sviluppo psicologico umano, sia come individuo che come comunità. Questo modello, infatti, può essere applicato tanto ad un livello personale che collettivo. Secondo la teoria di Graves, la coscienza si evolve seguendo delle tappe obbligate: non sarebbe possibile passare dalla prima fase alla terza senza passare per la seconda. Fatta questa premessa, entriamo nel merito di ciascuna fase:

I primi tre stadi

I primi tre stadi i sono ormai poco comuni nella nostra società, per cui li vedremo brevemente. Essi riguardano l’individuo umano nel suo sviluppo iniziale e sono:

  • Beige: riguarda la sopravvivenza dell’organismo e la soddisfazione dei suoi bisogni elementari
  • Viola: è caratterizzato dall’organizzazione degli uomini in clan e tribù ed è dominata dall’elemento magico ed esoterico. Oggi tale stadio è tipico di alcune società del mondo sottosviluppato e non ancora contaminato dalla civiltà moderna.
  • Rosso: è caratterizzato da un egocentrismo prepotente e vuole soddisfare tutti i propri bisogni contro tutti. Non pensa agli altri e vuole dominare con l’uso della forza, imponendosi brutalmente. Rosso è tipico di personalità criminali e dittatori.

I tre stadi “moderni”

Ora entriamo nel merito degli stadi più sviluppati al giorno d’oggi.

Blu

Lo stadio blu è caratterizzato da un profondo spirito di sacrificio nei confronti della propria comunità. In particolare sviluppa un senso di sottomissione verso la famiglia (intesa come clan), il governante del proprio Paese, la religione di appartenenza e/o un’ideologia. Il blu deriva la propria identità da una collettività che lo rappresenta e da valori o ideali assoluti e indiscutibili. Egli si sente minacciato quando uno dei suoi dogmi viene messo in discussione. Infatti è caratterizzato da una notevole chiusura mentale e dal bisogno disperato di difendere i propri valori, che rappresentano le sue sicurezze più profonde.

Il blu è caratteristico della nascita delle prime civiltà del mondo moderno. Trova il suo culmine nel Medioevo. Può essere sintetizzato come fase assolutista e dogmatica. Il blu vede la propria comunità come la migliore in assoluto, mentre vede con diffidenza, odio e disprezzo tutte le altre. Non è aperto al confronto: la propria religione o ideologia è necessariamente superiore alle altre. Oggi l’individuo blu viene additato come il “classico” tradizionalista, che vede la società di oggi come una degenerazione nel peccato e nell’abiezione. Blu è minacciato dal progresso e dal relativismo, dal multiculturalismo e dall’ateismo. Tende ad essere intollerante del diverso perché ha paura che altri popoli o altre culture possano spazzare via la propria.

Arancione

Il blu scopre che il proprio assolutismo crea sofferenza e conflitti nel mondo e ai suoi occhi si rivela la possibilità di uscirne per evolversi nella fase arancione. Lo stadio arancione è caratterizzato da una riscoperta dell’individualismo. L’arancione critica il blu perché lo considera opprimente e autoritario, rigido e inflessibile. Questo stadio è dominato dalla razionalità e dalla scienza, che vengono viste come opportunità per la salvezza del mondo. La ragione diventa vero e proprio oggetto di culto, che ha il suo culmine nell’Illuminismo. L’arancione ha fede nel progresso. Crede nelle proprie capacità e vuole essere libero e indipendente.

L’arancione è anche fortemente competitivo e vuole primeggiare nella società. Ama la fama e il successo. Adora l’approvazione degli altri, nei confronti dei quali si comporta in modo da far apparire le proprie virtù individuali: vuole essere considerato intelligente, educato, distinto. Guarda con invidia chi sta al di sopra di lui. In alcuni casi può diventare manipolatore, tende ad essere poco spontaneo e falso. Deriva la sua identità dal giudizio degli altri e dal proprio valore personale. Ciò che importa all’arancione è “riscuotere consensi” da chi gli sta intorno. L’arancione cerca soddisfazioni all’esterno: nei piaceri materiali, nel guadagno, nella fama.

Tale stadio è il più diffuso nella società odierna. Da un punto di vista storico, può essere inteso come espressione del capitalismo. Questa fase è caratterizzata dalla distrazione e dal divertimento, dall’ateismo morale e dalla negazione di ogni dimensione trascendente. In pratica l’arancione è la negazione del blu. Il problema è che anch’esso tende a diventare dogmatico, poiché la scienza e la ragione diventano il sostituto della religione. Inoltre l’arancione si apre al relativismo laddove il blu considerava la propria cultura come la migliore, ma allo stesso tempo “assolutizza” il proprio stesso relativismo: arriva, cioè, a considerare la propria visione del mondo come la migliore in assoluto.

Verde

L’arancione si accorge che la competitività portata all’estremo è causa di guerre e distruzione. Si rende conto che il consumismo gli porta soddisfazioni solo temporanee, che non placano il suo senso di vuoto. Ricerca allora una dimensione ulteriore, un ideale che lo mantenga in vita e lo faccia sentire parte di un progetto più grande. Così abbraccia lo stadio verde. Esso è caratterizzato dalla collaborazione e da uno spirito comunitario, ambientalista e desideroso di migliorare il mondo e la società. Il verde comprende i limiti del capitalismo selvaggio e propone delle alternative “green” in nome di un futuro più sostenibile. Esso è lungimirante poiché preferisce sacrificare il guadagno sfrenato e i piaceri materiali a breve termine in nome di un mondo migliore nei prossimi anni.

Il verde si apre alla spiritualità e intravede la possibilità di una dimensione trascendente. Non a caso viene considerato dall’arancione come hippie o new age e guardato da esso con diffidenza. Il verde abbandona lo scientismo e apre la mente ad ulteriori possibilità per il miglioramento della specie umana: dalla medicina alternativa al misticismo, dall’astrologia alla fisica quantistica. L’individuo di questo stadio è animato dunque dal desiderio di trasformare un proprio ideale in realtà e vive in nome di questo, ma a differenza del blu non lo fa per ottenere un posto in Paradiso, ma per incidere concretamente sulla società.

Il problema è che il verde tende ad essere troppo idealista poiché pensa di realizzare i suoi progetti senza considerare i limiti reali e gli impedimenti della società. Inoltre la sua apertura alla spiritualità può essere in alcuni casi immatura e portarlo a cadere all’interno di gruppi settari o comunque a distrarre la propria mente con strade che gli promettono pace e prosperità ma alla fine gli portano solo disagio e frustrazione. Può diventare eccessivamente scettico e “complottista”, può esasperarsi perché non riesce a realizzare il proprio ideale. In ogni caso una società verde sarebbe un passo avanti straordinario.

Gli stadi del futuro delle dinamiche a spirale: un modello per la tua crescita

Oltre gli stadi più comuni oggi, il modello delle dinamiche a spirale propone due tappe ulteriori, caratterizzate da un’apertura al mondo della trascendenza e dalla ricerca della Verità aldilà dei dogmi di una religione o di un’ideologia. Tali tappe vengono considerate parte di un “secondo livello” di sviluppo della coscienza.

Giallo

Il giallo supera l’idealismo verde in nome del pensiero sistemico. Esso affina gli strumenti della propria mente e realizza che per comprendere il mondo e risolverne i problemi è necessario valutare, alla luce dei fatti, come la società sia un mondo complesso originato dalla somma di numerose prospettive, nessuna delle quali è superiore alle altre. Il giallo realizza come la vita sia questione di punti di vista e abbraccia un relativismo più maturo. Egli è animato da una profonda volontà di lavorare su di sé per migliorare la propria vita, aldilà del successo materiale o di obiettivi “terreni”. Il giallo cerca di risolvere i problemi con un approccio olistico, ricercandone la causa primaria.

Il giallo cerca di apprendere da ogni area della vita, è curioso e non giudicante, è aperto al dialogo e al confronto. Ricerca assiduamente la verità e si sforza di applicare le lezioni che impara. Tende ad essere comprensivo e compassionevole. Non si arrabbia facilmente poiché difficilmente si sente minacciato dagli individui degli altri stadi della spirale. Il giallo vede la spiritualità come una dimensione accessibile a qualunque essere umano, aldilà della sua adesione o meno a religioni o ideologie. Studia la spiritualità in modo da raggiungere la realizzazione di sé e l’Illuminazione.

Turchese

Lo stadio turchese è tipico dei grandi maestri spirituali. Esso è caratterizzato da una dimensione olistica. Il turchese supera l’attaccamento al mondo terreno, al corpo, alle ideologie. Ha esperienza diretta della verità e trascende le separazioni, vedendo l’Universo come un unico Essere. Vuole contribuire ad elevare il livello di coscienza dell’umanità con i suoi insegnamenti.

L’individuo turchese è amorevole, pienamente compassionevole, spontaneo e libero dalla sofferenza. Ha superato i condizionamenti della materia e la paura della morte. Non è turbato da nulla e non è più schiavo della propria mente. Vive in perfetta armonia e in equilibrio, in pace e si sente completo e soddisfatto in modo stabile e permanente. Non è più limitato dalla paura o dalla sopravvivenza, dal desiderio o dai bisogni.

Le dinamiche a spirale come modello per la tua crescita: ALCUNI ACCORGIMENTI

Puoi usare le dinamiche a spirale come modello per la tua crescita. Ma vorrei fare alcune puntualizzazioni: innanzitutto ricorda che si tratta soltanto di una teoria. Dunque puoi sfruttarla a tuo favore come mappa per collocarti in una fase e iniziare il tuo percorso di crescita misurando i tuoi progressi. Quando cerchi di collocarti, tieni conto che potresti facilmente sopravvalutare il tuo livello e pensare di essere già in una fase avanzata. Ricorda poi che non puoi mai essere del tutto sicuro della fase in cui ti trovi, poiché sei un individuo con una personalità sfaccettata e potresti rintracciare elementi appartenenti a più tappe. Per questo ti consiglio di non identificarti con nessuna tappa in particolare, ma semplicemente di usarla come punto di riferimento per ricordarti a che punto sei con il tuo lavoro. Insomma, non trasformare questo modello in un’ideologia.

Un altro accorgimento che ti suggerisco è quello di non farti prendere da un senso di superiorità (o di inferiorità) nei confronti di coloro che stanno sotto (o sopra) di te. Ciò ti impedirebbe di intraprendere un serio percorso di crescita poiché inizieresti a giudicare gli altri secondo questa teoria. Inoltre, pur trattandosi di tappe evolutive, ciascun livello non è superiore all’altro, ma al limite è successivo. Dopodiché, non pensare di poter passare immediatamente dall’arancione al giallo senza passare per il verde. Considera poi che in base al tuo livello nella spirale potresti non renderti conto dello stadio in cui ti trovi.

In conclusione: non abusare delle dinamiche a spirale come modello per la tua crescita

In conclusione, ti consiglio di sfruttare le dinamiche a spirale come modello, ma di non abusarne. Potresti facilmente cadere nella trappola di assolutizzarle. Ricorda che ci sono tanti altri modelli e nessuno è migliore di un altro. Ciascuna mappa può fornirti indicazioni preziose e aiutarti, ma nessuna può segnalare l’intero percorso. In ogni caso, avere un’idea della tappa in cui ti trovi può tenerti motivato a lavorare su di te, poiché potrai vedere la tua crescita come sfida. Se infatti ti collocherai in un determinato stadio, sinceramente e onestamente, potrai decidere di avanzare.

In futuro approfondiremo alcuni stadi nello specifico e ti fornirò indicazioni su come collocarti senza sopravvalutarti né sottovalutarti. Sbagliare la fase della spirale o semplicemente ingannarti potrebbe pregiudicarti in una certa misura il tuo lavoro. Ma non preoccuparti troppo, poiché puoi comunque migliorarti anche senza sfruttare al massimo le dinamiche a spirale. Ma ti consiglio di usarle perché sono una grande opportunità. Per approfondire l’argomento ti suggerisco il libro “Introduzione alle dinamiche a spirale” di Claudio Belotti. Clicca sul link per acquistarlo!

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https://www.actualized.org/articles/spiral-dynamics-areas-of-application

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