Come riconnetterti al tuo Sé

Come riconnetterti al tuo Sé

Ritorna al tuo cuore! Fai silenzio dentro di te e ritorna al tuo vero Sé: in esso ci sono tutte le risposte e le soluzioni che cerchi. Lì tutti i tuoi bisogni sono soddisfatti: la tua solitudine è riempita dalla sua pienezza, il tuo dolore è guarito dal suo amore, la tua insicurezza è colmata dalla sua certezza, la tua richiesta di pace e gioia è soddisfatta, i tuoi problemi si dissolvono come neve al sole. Ecco come riconnetterti al tuo Sé. Dio non ha creato nessuno incompleto. Quindi tutto ciò che cerchi deve essere dentro di te. Se sembra che non sia così, è soltanto perché hai perso il contatto con le radici più profondi dell’unico Essere che tutti condividiamo.

Riconnettiti con la Fonte di Amore, facendo tacere la voce dell’ego e liberandoti dalla sua presenza ingombrante – eppure illusoria. E ritorna alla perfetta gioia del tuo cuore. Non devi fare niente. Devi soltanto smettere di dare ascolto a quella vocina fastidiosa nella tua testa, che ti invita all’attacco e alla difesa, ad avere paura e a sentirti in colpa, ad arrabbiarti e a inorgoglirti, a perdere insomma tutto il fascino della Vita. Anziché chiederti che cosa devi fare per ritornare al tuo vero Sé, chiediti che cosa NON devi fare! Semplicemente affidati al tuo cuore e troverai la strada per ritornare a Casa.

Ecco come riconnetterti al tuo Sé in modo semplice

Qual è il modo più semplice per riconnetterti al tuo Sé? Innanzitutto, ciò che conta è avere un’intenzione forte. L’intenzione è sempre il primo passo per raggiungere qualunque cosa. Chiediti anche perché vuoi (ri)connetterti con il tuo vero Sé. Spesso chi vuole risvegliarsi lo fa per delle ragioni egoiche e per interessi personali. Stai bene attento alle tue motivazioni. Per ritornare al tuo cuore, devi essere animato da un desiderio genuino e disinteressato. Insomma, devi voler farlo solo per il gusto di farlo, per amore della Verità e della conoscenza. Mantenendo secondi fini nella tua mente, potresti rallentare il percorso. In molti casi, il lavoro spirituale diventa una scusa per fuggire dal mondo e dai problemi. Ci si vuole illuminare perché “il mondo fa schifo” e si vuole essere in pace nonostante i problemi. In realtà, illuminazione significa vedere la perfezione di tutto.

Osserva la tua mente egoica

Illuminazione significa correggere le proprie percezioni per ripristinare la retta visione. Quindi è necessario un sincero interesse fine a se stesso volto a scoprire la Verità. Quindi stai bene attento alle tue motivazioni. Dopodiché, devi smettere semplicemente di prestare ascolto alla vocina nella tua testa. Non devi fartene assorbire, ma devi osservarla per distaccartene e capire che non sei tu. Devi creare uno spazio tra te e l’ego, devi cioè iniziare a distinguere tra la voce del tuo cuore e quella del tuo ego. Sono facili da distinguere, perché l’ego essenzialmente è sempre preoccupato per la propria sopravvivenza, mentre il cuore si occupa solo di espandere amore ed esprimere se stesso in modo genuino, di offrirti intuizioni e regalarti saggezza, di donarti la sua visione amorevole del mondo e di te stesso, parlandoti con dolcezza. Al contrario, l’ego è sempre duro e teso ad attaccare e a difendersi.

Liberati dalle credenze

Il tuo vero Sé è fuori dal tempo, quindi eterno, invulnerabile, perché puro spirito senza forma, in pace perché non disturbato da nulla. Lo puoi riconoscere facilmente perché coincide con la tua stessa consapevolezza di essere. Se tu puoi dire “Io sono” è grazie a questa silenziosa presenza al di là della mente e del corpo. I condizionamenti sociali, culturali e acquisiti nel tempo possono ostacolare la realizzazione del Sé, per cui è bene liberarsi da tali condizionamenti e mettere in dubbio le proprie credenze. Anziché basarti su ciò che hai imparato e su ciò che pensi di sapere, usa l’esperienza diretta per indagare dentro di te. Usa la tua attenzione, la tua capacità critica e di osservazione. Ogni credenza può rappresentare un grosso ostacolo. Non devi credere a nulla per riconnetterti al tuo Sé.

Metti in discussione le tue percezioni della realtà

Potresti realizzarlo in ogni momento! In ogni caso, la cosa importante è radicarti nel tuo Sé, trovando il tuo centro dentro di esso. Oltre a liberarti dalle credenze, devi essere disposto a mettere in discussione tutti i tuoi valori e in particolare le tue percezioni della realtà. Devi ammettere di non avere occhi per vedere, poiché la tua percezione è distorta dagli occhi dell’ego. Non importa quanto possa essere colto: la cultura ha poco a che fare con la visione spirituale. Anzi, in molti casi può essere un ostacolo a essa! Devi avere l’umiltà di affermare che non sai. In particolare, devi smettere di giustificare le tue emozioni e le tue interpretazioni dei fatti. Ad esempio, quando ti arrabbi ammetti di non sapere perché sei arrabbiato. Non è il fatto in sé a farti arrabbiare, ma la tua interpretazione di esso!

Assumiti la responsabilità

Per realizzare il tuo sé, devi cambiare la mente riguardo al mondo. In altre parole, devi correggere, come già dicevo sopra, le tue percezioni. In realtà, non sei tu a dover correggere le tue percezioni. Semplicemente, devi lasciar andare le tue interpretazioni. Quando la mente inizia con le sue storielle di vittimismo, rabbia, paura, colpa, sii vigile, ovvero sii presente. Osserva la tua mente e fermati un attimo. A quel punto, diventa consapevole che a creare il tuo dolore è quella voce nella tua testa, non la realtà in sé. Quindi smetti di proiettare i tuoi pensieri, smetti di incolpare e accusare il mondo della tua sofferenza e riconosci che sei tu che stai creando il tuo dolore! All’inizio magari non ci crederai, ma questa è l’unica soluzione per liberarti della sofferenza.

Ammetti di non avere occhi per vedere e apriti al tuo cuore, perché ti mostri la visione corretta della realtà.

Perdona

Il perdono è sempre la conseguenza di una correzione di percezione. Finché dai la colpa al mondo, sarà molto difficile perdonare. L’ego infatti non può perdonare, poiché è convinto davvero di aver subito un torto. Ma abbiamo visto che in realtà sei tu a creare la tua sofferenza! Finché sei identificato con l’ego, ti vedi come un corpo vulnerabile, debole e vittima del mondo. E questo ti impedisce di perdonare realmente, perché la paura ti spinge a proteggerti e perdonare significherebbe addirittura metterti in pericolo o comunque farti calpestare. Puoi perdonare davvero solo se non ti vedi come ego, ma sei connesso con la Presenza di Amore dentro di te. All’inizio sarà difficile, ma più ti sforzi di assumerti la responsabilità delle tue percezioni e di arrenderle, più il tuo cuore si aprirà e più potrai riconnetterti al tuo Sé.

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Come ritrovare te stesso

Come ritrovare te stesso

A te che ti senti perduto, disconnesso, solo, abbandonato, o magari solamente incerto, confuso, preoccupato, o magari depresso e avvolto da un malessere apparentemente senza senso, ti invito a ritrovare a te stesso. Puoi stare certo che ogni problema deriva da una disconnessione, da un disallineamento spirituale, da una mancanza di sintonizzazione con il proprio vero sé. Ogni malessere, ogni difficoltà, ogni disagio è sintomo di una mancanza di amore. Non dell’amore del mondo, ma dell’Amore con la A maiuscola, cioè l’Amore che è sempre dentro di te. Tu infatti sei l’Amore che cerchi, sei la felicità, sei la gioia. E quindi solo riconnettendoti con te stesso puoi riscoprire quel tesoro di pace e di amore che riempirà il tuo cuore e ti farà sentire completo, al sicuro e nella gioia. Ecco come ritrovare te stesso.

Risintonizzarsi con se stessi, riscoprirsi, conoscere la propria essenza: questo è l’obiettivo di tutta la spiritualità. Spesso rimaniamo colpiti e affascinati dalle clamorose esperienze mistiche, dagli elevati stati di coscienza dei grandi maestri spirituali. E così finiamo per dimenticare che la grandiosa illuminazione, lo straordinario risveglio non è altro che un ritorno a sé, o meglio, al Sé. Perché sì, tutti condividiamo lo stesso Sé, che è sia personale che impersonale, sei tu ma è anche molto più profondo di te. Il risveglio quindi non è che l’esperienza più intima. Significa sentirsi a casa, tornare a sé stessi, riscoprire il nucleo essenziale della propria anima. Certo, ci sono livelli diversi di comprensione e realizzazione del Sé, ma ciò non toglie che puoi iniziare a riconnetterti a esso proprio adesso e tornare rapidamente alla tua dimora sicura.

Come ritrovare te stesso

Non aspettare nulla prima di ritrovare te stesso: questo è il tuo unico obiettivo, lo scopo che tutti noi condividiamo. Ogni essere umano è qui per tornare all’essenza spirituale e divina, per tornare a essere un’entità completa. Se senti malessere, angoscia, ansia, depressione, semplicemente ti mancano l’amore e la pace del tuo Sé, ti sei scordato che c’è qualcosa di molto più profondo rispetto a questa vita così strana e superficiale. Ma dimenticare non è una colpa. Per di più, puoi ritornare a te stesso ogni volta che vuoi. Che cosa devi fare? Siamo così disconnessi da noi stessi che davvero non sappiamo come riscoprire il nostro vero Sé e addirittura consideriamo che riconnettersi a se stessi sia un’impresa sovrumana, destinata a pochi individui, ai guru illuminati che si contano sulle dita di una mano.

Ma non è così, né dev’esserlo. Infatti il tempo per ritrovare te stesso è uno schiocco di dita. Anzi, puoi ritrovare te stesso solo Adesso, fuori dal tempo, perché tu sei fuori dal tempo, e puoi intuire la tua essenza eterna solo ora. Anche qui, purtroppo, in pochi riescono a farlo, perché la percezione del sé è così sottile, anzi non può essere afferrata con la mente, e la nostra mente è così abituata a ricercare, a volere, a desiderare e a cercare di comprendere, di fare esperienza e di toccare che finiamo per aumentare solamente i nostri dubbi. In tal modo, l’esperienza del Sé appare come vuota, è definita semplicemente come “sensazione di esistere”, come “pura consapevolezza”. E in effetti è così, il Sé è nulla, è vuoto, è pura coscienza. Ma in questo vuoto c’è Tutto, e questo per la mente è inconcepibile.

Tu sei completo e perfetto proprio ora

Così, piuttosto che cercare la pienezza nel vuoto, cerchiamo di riempire un altro senso di vuoto, che non esiste, che è un’invenzione della mente. Per la mente la tua essenza più intima è noiosa, insoddisfacente, o perlomeno essa pensa che sia così. La mente è fatta per sopravvivere, non per vivere, è fatta per cercare, non per trovare, è fatta per perpetuare se stessa, non per annullarsi nella pace e nella beatitudine. Ma tu non devi cascare nelle illusioni della mente. Se riesci a liberarti per un solo momento di tutti i giochi e gli inganni della mente, puoi scoprire te stesso, la pace e l’Amore in questo preciso momento.

Basta che faccia un attimo di silenzio, che faccia piazza pulita dei tuoi pensieri e che porti tutta la tua attenzione sul momento presente, entrando in profondità dentro di te, in quella sottile consapevolezza di essere, così misteriosa e sacra, insondabile e miracolosa. Puoi farlo. Puoi avere almeno una rapida visione di ciò che sei. La tradizione dell’Advaita Vedanta insegna a “rimanere come io sono”, cioè a rimanere connessi con quella sensazione di esistere in meditazione e anche durante la giornata, riconducendo a essa tutti i pensieri e le distrazioni. Perché in effetti ritrovare se stessi è semplice. Anche perché non c’è nulla da ritrovare. Infatti tu sei sempre, il tuo Sé è sempre lì, è sempre nel tuo cuore!

Abbandonati a te stesso

Abbandonati completamente al momento presente. Fatti guidare dalla tua fiamma di devozione e fatti condurre in profondità dentro di te. Riscopri quel silenzio sacro e incommensurabile, quella pace così sottile e allo stesso tempo intensa, quel profumo di amore e di gioia che giace nel profondo del tuo cuore ed è tutto ciò che sei. Se sei davvero intenzionato a riscoprire il tuo tesoro interiore, esso emergerà naturalmente, perché non aspetta altro che di essere riscoperto! Non devi fare altro che desiderare ardentemente di tornare a te stesso e di radicarti nuovamente nel tuo cuore!

Se stai leggendo questo articolo sicuramente il tuo cuore ti sta già chiamando a sé! Quindi sicuramente non devi rimuovere chissà quali strati di negatività e illusioni! In ogni caso, non aver paura di rimuovere quegli strati, di scavare dentro di te oltre la superficie. In superficie l’ego e la tua identità di forma sembrano farla da padrona. Ma in profondità nulla può disturbare la pace del tuo Essere! In questo articolo puoi trovare indicazioni su come riscoprire la tua vera natura.

Parla al tuo cuore per ritrovare te stesso

Parla al tuo cuore, pregalo, rivolgiti a lui come se fosse un(‘)amante o il tuo migliore amico. Non creare separazione quando fai ciò. Ricorda che stai parlando alla tua stessa essenza. Se crei una connessione profonda a livello verbale, un dialogo amichevole e intriso di passione, puoi rapidamente tornare alla tua fonte. Dopodiché ringrazia, offri te stesso, ama, sii nella gioia, ridi, sii spensierato. Fatti guidare dall’amore, sviluppa un atteggiamento dolce e gentile con tutti. Accettati e lasciati condurre dal tuo cuore. Decidi tu come ritrovare te stesso, creativamente e appassionatamente.

Ricorda che non c’è nulla di meccanico nel riscoprire te stesso. Non serve a nulla meditare ventiquattr’ore su ventiquattro se non si ha veramente l’intenzione di ritrovarsi e se si nutrono false aspettative e si annega nel mare delle illusioni. Nessuna tecnica garantisce nulla. La meccanicità, la ripetizione, lo sforzo fanno parte dell’ego e lo alimentano anziché estinguerlo. Non puoi liberarti del tuo ego meccanicamente. Al contrario, liberando la tua energia creativa puoi ritrovare facilmente te stesso, affidandoti alla passione e all’intenzione invece che al sacrificio e alla forza di volontà, all’ossessività e alla durezza. Infine, puoi cominciare a essere semplicemente te stesso, oltre le maschere e le bugie, oltre l’ipocrisia e le illusioni.

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Come riscoprire la tua guida interiore

Come riscoprire la tua guida interiore

Ognuno di noi ha una guida interiore, celata nel profondo del proprio cuore. Essa è la voce dell’intuizione, della verità e della saggezza. Ti consiglia che cosa è bene fare o non fare. Ti sussurra all’orecchio quali sono i tuoi veri desideri, le tue vere aspirazioni. La tua guida interiore ti coccola con il suo abbraccio caloroso. Ti indirizza sulla strada giusta. Sa che cosa è meglio per te. Non ti lascia con il sapore del dubbio o con l’amaro della confusione e del conflitto. Ti guida direttamente all’azione, attraverso l’amore. Spiana la strada verso la realizzazione spirituale e ti accompagna sul sentiero della pace e della gioia. Ma come riscoprire la tua guida interiore? Come puoi connetterti con essa in modo da essere diretto all’azione, spontaneo, genuino, amorevole, saggio, volto verso il giusto, in pace e in armonia e in modo da far fruttare le tue passioni?

Chiariamo subito una cosa: la tua guida interiore non è un’entità, uno spirito o un angelo. Non sto parlando di tale tipo di guida. La guida interiore è il tuo cuore, è la tua saggezza più intima, l’intelligenza dell’amore. Non si tratta di qualcosa di misterioso o inaccessibile. La tua guida interiore è il tuo Sé più profondo. La maggior parte di noi è così assorbito dalla mente e dall’ego da aver perso (quasi) completamente il contatto con la propria guida interiore. Essa è stata sostituita dalla voce ossessiva della testa, perennemente preoccupata, impaurita, ansiosa, arrabbiata. La voce nella testa, solitamente, afferma il contrario del cuore e lascia sempre un senso di tensione, di dubbio, e procura sofferenza ogni volta che la ascolti. Ti lascia sempre con un senso di vuoto. Il cuore invece ti riempie del suo amore.

Come riscoprire la tua guida interiore

Parlo di “riscoprire” la tua guida interiore poiché essa è sempre al tuo interno, e addirittura comunica continuamente con te. Solo che per la maggior parte del tempo siamo così indaffarati a seguire il flusso dei pensieri che non la sentiamo. Non la sentiamo perché la sua voce è più sottile, addirittura silenziosa, poiché parla attraverso l’amore e un’intelligenza che trascende le parole. Non ascoltiamo il suo sussurro tenue e delicato, immersi come siamo nel boato rumoroso e stridente della mente. Siamo in preda al caos e alla confusione, tormentati e assillati da una voce che non tace mai (e che tra l’altro scambiamo per la nostra identità!). Per cogliere le vibrazioni sottili della nostra guida interiore, dobbiamo affinare la nostra sensibilità. In particolare, dobbiamo sviluppare una sensibilità spirituale.

Come possiamo coltivare questa meravigliosa predisposizione? Dobbiamo innanzitutto imparare a fare silenzio per poter ascoltare la voce sottilissima del nostro cuore. Dobbiamo imparare ad ascoltare e ad ascoltarci. Che cos’è l’ascolto? L’ascolto è attenzione. E l’attenzione è consapevolezza diretta in un certo punto. Quindi ascoltare significa diventare profondamente consapevoli dei propri pensieri, emozioni, sensazioni, umore, stati d’animo. Più stai attento a ciò che succede dentro di te, più ti prendi cura delle tue emozioni, più riconosci i meccanismi della mente, più ti connetti alla tua guida interiore e in questo modo crescono la presenza e l’amore. Tutto il tuo essere inizia a essere fecondato dal frutto dolcissimo dell’amore, a essere inondato dalla sua dolcissima melodia. E una quiete profonda, un silenzio che non è di questo mondo, una pace amorevole e angelica riempiono ogni fibra del tuo essere.

Osserva i tuoi pensieri anziché credere alle loro storie

Per riscoprire la tua guida interiore, devi immergerti nel tuo cuore. Devi fonderti e diventare tutt’uno con esso. Ma per fare ciò devi scomparire. In che senso devi scomparire? Nel senso che devi lasciar andare il tuo ego. Può sembrare una cosa minacciosa e spaventosa. In realtà a sentirsi minacciato da ciò è l’ego, quindi se senti una certa paura dentro di te, essa è normale: è il lamento dell’ego che fiuta la propria morte. Ma non c’è nulla da temere: infatti l’ego è, come dico sempre, un fantasma, quindi non ha senso temere qualcosa che non esiste. Per cominciare, puoi iniziare a dare meno importanza alla voce nella tua testa, e cioè a non farti assorbire dai tuoi pensieri, dalle tue ossessioni e preoccupazioni. Finché sei totalmente assorbito nella mente, ti sarà difficile connetterti con la tua guida interiore.

Paradossalmente, per certi versi ignorare i propri pensieri significa anche dare loro attenzione. In che senso bisogna dare loro attenzione? Non nel senso che ti devi fidare del loro contenuto o credere nelle storie che raccontano. Infatti solitamente crediamo ai nostri pensieri proprio perché non li guardiamo, non li osserviamo, non ne siamo consapevoli e cadiamo direttamente in ciò che ci raccontano. Ma che cosa ci dice il cuore? Ci dice che i pensieri sono solo creazioni della mente che sorgono in virtù di un’entità separata inesistente. E proprio per via della loro natura illusoria, il loro contenuto è falso, è pura fantasia, ma per riconoscere tale illusorietà dobbiamo rimanere presenti sui nostri pensieri, riconoscere il potere che abbiamo dato loro tramite la nostra identificazione e iniziare via via a disidentificarci da essi lasciando andare il nostro attaccamento a essi e la nostra tendenza a crederli come veri.

Guarda ai pensieri come alle nuvole nel cielo

Ciò non significa controllare la mente oppure smettere di avere pensieri. Significa semplicemente non investire più la nostra identità in essi, non credere al loro contenuto. Per fare ciò è necessaria una consapevolezza che sia consapevole dei pensieri mentre passano e che lasci che essi seguano il loro corso. E che cosa ci dice il cuore sul corso dei pensieri? Ci dice che i pensieri sono modulazioni della coscienza, sono pacchetti di energia che attraversano il nostro Essere per qualche istante per poi lasciarci. Di per sé i pensieri non sono un problema: vanno e vengono. Sono come le nuvole del cielo. I problemi e le disfunzioni nascono quando ci attacchiamo ai pensieri, o resistiamo loro, o anziché vedere le nuvole rimaniamo ipnotizzati dalle loro forme. Le nuvole possono avere praticamente infinite forme diverse. Possono anche assumere la forma di un mostro minaccioso.

Ma noi sappiamo che è solo una nuvola. Se però dovessimo dimenticarci che si tratta di una nuvola, vediamo solamente il mostro minaccioso. E iniziano la paura, la preoccupazione, l’ansia. Allo stesso modo, i pensieri di per sé non sono nulla: in sostanza sono solo forme di energia, espressioni della coscienza che sorgono da essa e muoiono in essa. Ma assumono anche una forma. E noi generalmente rimaniamo ipnotizzati dalla forma, dimenticandoci della loro sostanza innocua. Tutti i pensieri, quanto alla sostanza, sono uguali tra loro e sono del tutto innocui. Quanto alla forma, essa è solamente un’illusione, un gioco (allo stesso modo in cui una nuvola che ha la forma di un mostro minaccioso non è un mostro minaccioso!). Ma quando crediamo all’illusione della forma, alla fantasia del loro contenuto, nascono i problemi.

Come riscoprire la tua guida interiore passando dalla mente al cuore

I pensieri acquisiscono potere quando diventiamo essi. Noi siamo letteralmente le nostre paure, le nostre preoccupazioni, i nostri disagi, i nostri giudizi. La “persona” che crede di essere impaurita, preoccupata, a disagio o che giudica è solamente un pensiero: noi però generalmente vediamo all’esterno solamente la paura o il disagio, mentre non vediamo che la “persona impaurita o a disagio” è anch’essa un pensiero. Non vediamo questo perché ci siamo persi nel pensiero, siamo diventati quel pensiero. Quando hai paura, diventi la paura, e vedi fuori di te un pensiero minaccioso. Non vedi però il pensiero con cui ti sei identificato, che suona così: io ho paura, io sono spaventato. Ogni volta che l’Io è mescolato in un pensiero, c’è identificazione, e quindi limitazione, e quindi sofferenza. La sofferenza è per l’ego un meccanismo di difesa.

Ma per il cuore la sofferenza è un campanello d’allarme, che dice: “Guarda che stai sbagliando la tua identità e per questo stai soffrendo; se però guardi insieme a me la paura, questa ti lascerà. Devi però fidarti di me e non della paura”. Passare dalla mente al cuore significa mettere in discussione i propri pensieri e guardarli dall’esterno, portandoli al cospetto del cuore e lasciando che esso li privi della loro magia e del loro potere ipnotico. Per fare questo, devi però avere un minimo di volontà e di fiducia necessari per metterti nelle mani del tuo cuore. In realtà il tuo cuore è la tua vera essenza, per cui quando non ti fidi di lui stai semplicemente voltando le spalle a te stesso, stai rifiutando la tua vera identità per difendere un’illusione.

Ma nonostante ciò sia vero, l’identificazione è spesso molto forte e tendiamo a voler proteggere il nostro ego e perpetuare l’illusione.

Apriti al tuo cuore

All’inizio osservare i nostri pensieri e cercare di disidentificarcene è un’azione prevalentemente mentale, frutto di forza di volontà. Ciò è così perché abbiamo vissuto tutta la nostra vita a identificarci con i nostri pensieri da non sapere come fare. Ma se persisterai con la volontà, a un certo punto la tua guida interiore comincerà a manifestarsi. Comincerai a sentire la sua presenza dolcissima. E dovrai solo farti accompagnare sul percorso. A quel punto non avrai nemmeno più particolare bisogno di leggere libri spirituali, seguire maestri o guru. Se essi prima apparivano indispensabili, ora sono al limite degli strumenti per spingerti ad andare avanti, fornirti alcuni utili consigli. Ma saranno come fratelli e non appariranno più come delle autorità investite di una saggezza e di un potere superiori.

Non rifiuterai i tuoi maestri o i consigli spirituali, ma riconoscerai semmai che risuonano col tuo cuore e li percepirai molto più vicini a te, molto più veri, privi di quell’alone di sacralità e molto più facilmente applicabili. Sarà così quando il tuo cuore sarà abbastanza aperto da donarti saggezza, intuizioni e la capacità di discernere il vero dal falso. Ma anche prima di raggiungere un tale livello, se stai bene attento, puoi già riconoscere i messaggi della tua guida interiore. Come puoi riconoscerli senza avere dubbi sulla loro veridicità? Ti do subito un consiglio di massima: il cuore ti parla attraverso l’esperienza diretta. Al contrario, la mente fornisce interpretazioni, esprime giudizi e in questo modo distorce la realtà. Per riconoscere la verità di qualcosa, devi GUARDARE CON ATTENZIONE, e troverai la risposta.

Guarda con attenzione per riscoprire la tua guida interiore

Tutto ciò che hai bisogno di sapere è sempre presente nella tua consapevolezza. Tuttavia la mente è maestra nel giocare i suoi brutti scherzi, facendo apparire per vero ciò che è falso e per falso ciò che è vero, dando origine a dubbi, conflitti e confusione. Quando sei confuso, sicuramente è intervenuta la mente. Spesso addirittura la mente interviene anche dopo che hai ricevuto un messaggio del tuo cuore, cospargendolo di dubbi e interpretandolo in maniera errata. Quindi devi affinare i tuoi strumenti di indagine e cercare di OSSERVARE e basta, eliminando totalmente le lenti del giudizio, delle interpretazioni e le etichette. Facciamo un esempio: quando hai paura di qualcosa, magari vuoi scoprire che cos’è, vuoi comprenderla a fondo, vuoi leggere il messaggio della tua guida interiore. Che cosa devi fare? Devi innanzitutto sgombrare la tua mente. Se stai pensando a qualcosa, smetti di pensare.

Ora osserva la tua mente. Vedi che cosa sta succedendo. Se hai paura, significa che nella tua mente appare un pensiero sotto forma di minaccia e un pensiero con cui ti identifichi (c’è sempre una dualità nella mente, che rende possibile l’identificazione e la separazione). Qual è il pensiero di minaccia? Riconoscilo. Qual è invece l’io minacciato, impaurito? Non c’è nessun io impaurito: quell’io è solamente un pensiero, e il tuo vero Sé è come incastrato al suo interno. Tirati fuori dalla trappola. Dopodiché, a tenere viva la paura possono essere altri pensieri: uno di questi è l’etichetta della paura, che crea ancora più paura. Riconoscila. Poi, collegati alla sensazione nel petto o nello stomaco connessa alla paura, stando bene attento a non chiamarla “paura”.

Rimani presente sull’emozione

Se la chiami “paura”, le dai potere. Ma se guardi solamente la tua sensazione (cosa ancora più importante di guardare i pensieri, anche perché la mente continua a generarne sempre di nuovi, rendendo difficile osservarli), sentendola puramente, puoi comprendere che è solamente un campo di energia. Smetti di dare importanza alla forma di quella particolare sensazione, smetti di dire che è fastidiosa o intensa, smetti di produrre pensieri al riguardo e rimani semplicemente presente. E vedrai come in poco tempo la paura scomparirà. Scomparirà tanto più velocemente quanto più tu smetti di nutrirla con i tuoi pensieri. In alcuni casi potrebbe rimanere una certa sensazione sul petto o sullo stomaco: ma se non la chiami più paura, che potere ha su di te? E dopotutto è così insopportabile? Puoi sopportare un mal di stomaco per un pochino?

Puoi anche ignorare i pensieri sulla paura: se riesci, puoi guardarli per scoprire che cos’è la paura, come nasce e perché ti fa soffrire. Ma è sicuramente più utile guardare la paura (o qualsiasi emozione) direttamente sul corpo, poiché il corpo non mente e ti dice la verità sul tuo stato mentale ed emotivo del momento. Questa è l’intelligenza del cuore. Per riscoprire la tua guida interiore, RIMANI PRESENTE sulle tue emozioni. In questo modo cresce in te la consapevolezza, e la mente perde via via il suo potere magico e ipnotico su di te. La mente dice: “Evita le emozioni, rifugiati in attività, scaccia il malessere, non guardarlo perché ciò ti distruggerà”. Il cuore invece dice: “Guarda le emozioni, rifugiati nella mia presenza, accogli il malessere, guarda perché ciò ti salverà“.

La mente dice: “Evita le emozioni, rifugiati in attività, scaccia il malessere, non guardarlo perché ciò ti distruggerà”. Il cuore invece dice: “Guarda le emozioni, rifugiati nella mia presenza, accogli il malessere, guardalo perché ciò ti salverà”.

Affina il tuo intuito e ascolta il tuo sesto senso

Il sapere del cuore è intuitivo. Può essere definito come una forma di sesto senso innato. Ma non è il sesto senso di cui si parla comunemente: è qualcosa di molto più profondo. Piuttosto, è la capacità di comprendere intuitivamente i messaggi inviati dal cuore. Solitamente la voce del cuore è filtrata dalle interpretazioni della mente, quindi non accediamo alle sue verità in modo diretto. Quando inizi a vivere a contatto col tuo cuore e cominci a riscoprire la tua guida interiore, i messaggi di questa sono molto più puri e ti guidano dolcemente. Ti offro alcuni esempi di questi “messaggi” per aiutarti a distinguere la voce del cuore da quella della mente:

1) Il cuore dice: “Quando soffri, stai seguendo il tuo ego e non me”

Questa è una verità chiara: quando soffri, stai sbagliando qualcosa. Stai seguendo il tuo ego, stai ascoltando la voce nella tua testa. Ti sei identificato con un meccanismo dell’ego. Sei caduto nell’illusione della separazione. Sei diventato un pensiero o un’emozione. Hai perso il contatto con la pace del tuo cuore. Se c’è sofferenza, stai dando ascolto a chi non dovresti ascoltare. Appena te ne accorgi, il tuo cuore è pronto ad accoglierti nuovamente. Questo è uno dei messaggi più importanti della tua guida interiore, se non il più importante in assoluto. Ogni volta che non senti pace in ciò che fai, stai sbagliando qualcosa. Anche la sofferenza più sottile (dalla più piccola frustrazione alla minima tristezza) sono segnali che hai fatto una scelta sbagliata.

Il tuo cuore chiaramente ti invita a fare un’altra scelta, in qualunque momento voglia. Puoi decidere quando vuoi di riconnetterti al tuo cuore e di riscoprire la tua guida interiore. Infatti riscoprire la tua guida interiore è qualcosa che puoi fare sempre, poiché essa è fedele e sempre presente. Essa non ti abbandona mai: sei tu al limite che le volti le spalle. Ma puoi stare certo che lei è sempre pronta ad accoglierti e anzi non vede l’ora che tu ti getti tra le sue braccia e riprenda a seguirla (o inizi finalmente a seguirla dopo anni e anni di follia!). La prossima volta che soffri, chiediti se per caso non hai sbagliato qualcosa. Non importa se alla tua mente sembri tutto a posto: ciò che senti è molto più vero di ciò che dice la mente.

2) Il cuore dice: “Quando soffri, guarda insieme a me nel profondo”

L’ego ti invita a fuggire la sofferenza, le emozioni dolorose, il malessere. Il cuore invece sa benissimo che rifuggire il dolore significa perpetuarlo. La sofferenza non può essere repressa, nascosta, rifuggita, evitata. Qualunque cosa tu faccia in questo senso, essa si manifesterà nuovamente. Infatti il tuo cuore sa che ciò che non affronti, si ripete nel tempo (e questo è un altro “messaggio” della tua guida interiore). La tua guida interiore ti invita a rimanere al centro della tua sofferenza, per illuminarla, comprenderla a fondo, scioglierla. Il cuore sa che l’unico modo per sciogliere qualsiasi malessere è dandogli la sua completa attenzione, lasciando andare ogni resistenza e giudizio per stare sull’emozione finché essa non è compresa nella sua natura.

3) Il cuore dice: “Ciò che non affronti ora, si ripete nel tempo”

Ho appena accennato a questo fondamentale messaggio, ma vorrei approfondirlo brevemente data la sua importanza. Ogni volta che rifuggi un tuo malessere, esso si ripresenterà in futuro. Tutto ciò che è ignorato e trascurato non scompare, ma si accumula a livello mentale, emotivo e fisico. Se oltre a ignorare il dolore lo reprimi, resisti o lo rifuggi continuamente, esso può dare origine a malattie e manifestarsi a livello puramente fisico, come somatizzazione. Qual è la cosa più sana? Il cuore sa che la cosa più sana è affrontare qualunque malessere subito, appena si presenta, o perlomeno appena ne sei consapevole. Potresti sentirti oppresso da emozioni dolorose di apatia, depressione, ansia, rabbia, malinconia senza che abbiano un particolare motivo.

Spesso attribuiamo le cause di queste emozioni al cambio di stagione, a ciò che abbiamo mangiato, a predisposizioni famigliari, a problemi di salute, alla sfortuna, all’aver dormito poco, al tempo, a qualcosa che è successo, al fatto che non possiamo uscire, alla quarantena, alla solitudine, al partner, ai genitori, a noi stessi, a Dio, al mondo, agli ormoni, allo stress (che al limite è un sintomo e non la causa delle emozioni), al fatto che non possiamo fare ciò che ci piace… Inventiamo spiegazioni immaginarie pur di non assumerci la responsabilità del nostro stato d’animo e pur di non guardare che cosa sta davvero accadendo dentro di noi. Ma la causa delle emozioni si trova nel messaggio 1): quando segui l’ego, soffri. Il problema è che seguiamo l’ego per quasi tutto il tempo, e non possiamo dunque sorprenderci di non essere mai in pace!

E quando ci si presenta l’opportunità di guardare come abbiamo provocato miseria a noi stessi, giudichiamo le nostre emozioni come un problema, diciamo che non dovremmo sentirci così, che non possiamo mostrarci così agli altri. E quindi che cosa facciamo? Facciamo finta che la nostra tristezza non ci sia, la nascondiamo innanzitutto a noi stessi e poi agli altri. Ma ognuno di noi sa benissimo che qualunque cosa facciamo per non sentire la tristezza, l’ansia o l’apatia non servirà assolutamente a niente. Ma se abbiamo il coraggio di guardare dentro di noi per comprendere l’origine della nostra sofferenza, iniziamo a scoprire qualcosa. Inizialmente diventiamo solamente più confusi, poiché siamo così disconnessi dal nostro cuore che non abbiamo idea di che cosa ci stia succedendo. E infatti:

4) Il cuore dice: “Il malessere che provi è un sintomo della tua disconnessione da me”

Apatia, depressione e malesseri vari apparentemente senza giustificazione iniziano ad avere un senso nel momento in cui vengono visti come sintomi della disconnessione dal cuore, e quindi anche come chiusura di cuore, mancanza di amore, lontananza da sé stessi. Come possiamo meravigliarci di essere depressi, apatici, disperati, sempre tristi e mai felici, se non ci prendiamo cura di noi stessi, non siamo mai attenti a ciò che ci succede internamente? La nostra vita frenetica in preda ai meccanismi dell’ego crea un’enorme mole di disagi che finiscono per penetrare in profondità e diventare densi e carichi di energia negativa. Noi siamo fatti per risiedere nel nostro cuore, mentre vivere separati da noi stessi causa enorme stress, malessere e sofferenza. Potremmo avere una salute di ferro, una famiglia perfetta e un lavoro straordinario, ma se siamo disconnessi da noi stessi sentiremo sempre un vuoto dentro di noi.

E dobbiamo avere il coraggio di affrontare apertamente quel vuoto apparentemente senza senso, prima di andare dallo psicologo o prima di credere alle storie della nostra mente che ci dice che la vita non ha senso, che il mondo fa schifo, che non c’è nulla da fare. I pensieri di apatia, insoddisfazione, depressione, mancanza di senso sono tutti frutto della disconnessione dal cuore. Ciò può sembrare assurdo in una società materialista che considera ogni emozione come un problema di per sé, senza indagarne le cause spirituali e più profonde, o addirittura bollando come pseudo-scienziati coloro che umilmente suggeriscono la possibilità che i malesseri abbiano un’origine spirituale e non materiale. In ogni caso, non devi credere né agli scienziati né agli pseudo-scienziati, ma indagare dentro di te per scoprire le cause dei tuoi disagi.

5) Il cuore dice: “Se mi segui tutte le volte che puoi, ti regalerò pace perfetta e la sacra unione con me”

Questa è la promessa del nostro cuore: se lo seguiamo tutte le volte che possiamo, se siamo fedeli a lui come lui lo è nei nostri confronti, possiamo riconnetterci completamente a lui ed essere invasi dalla sua perfetta pace. Non è affatto una promessa da poco, non trovi? Il nostro cuore ci sta promettendo il Paradiso, ce lo promette in ogni momento. Eppure noi gli voltiamo le spalle per inseguire fragili illusioni e piaceri evanescenti. Il cuore vorrebbe donarci la sua pace, ma noi la rifiutiamo in ogni momento, per ignoranza di chi siamo veramente e di che cos’è veramente la felicità e che cos’è davvero importante. Quando approfondiamo lindagine per scoprire chi siamo veramente, la nostra connessione col nostro cuore aumenta e con essa crescono la pace e la gioia.

Seguire il proprio cuore tutte le volte che possiamo significa innanzitutto ignorare la voce dell’ego, il suo costante brontolio, i suoi infiniti bisogni, capricci e desideri. Significa quindi fare un po’ di spazio e silenzio dentro di noi. Dopodiché, significa tornare a essere, semplicemente essere, e cioè dimorare nello spazio della nostra presenza, che coincide appunto con il nostro cuore, il nostro vero Sé. La pace perfetta è la “fragranza” del cuore: non è una qualità aggiunta o un particolare stato d’animo, ma è l’essenza stessa del nostro Essere. Dopotutto, la nostra vera natura è divina, quindi che cosa può esserci nelle profondità del nostro essere se non la pace più perfetta? La sacra unione con il cuore è la scoperta definitiva che noi siamo tutt’uno con esso, è il risveglio, l’illuminazione, l’ultima realizzazione spirituale. Quando siamo tutt’uno con il nostro cuore, siamo liberi e in pace.

6) Il cuore dice: “Io ci sono sempre, se sarai abbastanza paziente e accorto mi troverai tutte le volte che vorrai e tornerai in pace”

Siamo noi che voltiamo le spalle al nostro cuore. Esso ci illumina sempre. Eppure spesso non sentiamo la sua pace, perché siamo troppo immersi nella mente e nei suoi problemi, cosicché la nostra pace sembra oscurata e velata profondamente. Quindi è una buona abitudine imparare a riconnettersi con il proprio cuore ogni volta che possiamo. Dobbiamo imparare a recuperare la centratura il più presto possibile, anziché rimanere a rimuginare sui problemi, a covare rancore e risentimento, a rimanere nella paura e a giudicare. Ogni volta che ci capita qualcosa che ci fa perdere la calma, dobbiamo essere abbastanza accorti da superare la seduzione dell’ego e il potere ipnotico della mente, che ci dice: “Vieni qui a risolvere questo problema, continua a pensare a una soluzione, fai vedere a quello chi sei”.

Dopodiché, dobbiamo essere abbastanza pazienti e fiduciosi nel fatto che se rimarremo semplicemente presenti e non ascolteremo le storie nella nostra testa, la pace tornerà. Quando la pace sembra scomparire, abituati a chiederti dove sia finita. Se non ne sei consapevole, significa che ti sei disconnesso dal tuo cuore, non eri presente e ti sei fatto “triturare” dalla mente. Ma non c’è problema: puoi tornare al tuo cuore ogni volta che vuoi. Alcuni di noi, tuttavia, sono così assorbiti nella propria mente da non sapere nemmeno che cosa sia la pace. Nemmeno questa è una colpa. In tal caso, possiamo cercare qualche sollievo dal nostro dolore trovando alcuni momenti in cui respirare consapevolmente e cercare di essere presenti in silenzio, per assaporare almeno un po’ di pace e tornare a essa anche durante le faccende quotidiane.

7) Il cuore dice: “Le tue interpretazioni dei fatti sono false: lasciale andare a me e chiedimi la retta visione”

La visione ordinaria delle cose è viziata dalla mente egoica. Essa dice che sono gli altri a farci soffrire e a farci perdere la pace; che i problemi sono fuori di noi; che ci sono persone e situazioni insopportabili; e che dobbiamo risolvere i nostri problemi all’esterno. Il cuore dice che siamo noi a causare la nostra sofferenza e a perdere la pace (perché voltiamo le spalle al cuore per scegliere l’ego): infatti quando crediamo alle interpretazioni della nostra mente, la sofferenza aumenta sensibilmente. E quando la sofferenza aumenta torniamo al punto 1): quando soffri stai seguendo il tuo ego e non il cuore. Dopodiché, il cuore dice che i problemi sono unicamente dentro di noi, e sono frutto della nostra cecità e di una prospettiva sbagliata o limitata. Se portiamo le nostre interpretazioni e i nostri giudizi al cuore, la nostra guida interiore guarisce la nostra ignoranza.

Se vuoi riscoprire la tua guida interiore, lascia dunque al tuo cuore il compito di giudicare! Il tuo cuore sa che non ci sono persone o situazioni insopportabili, poiché i fastidi sono tutti dentro di te. E sa che ogni problema va risolto al proprio interno, non nel punto in cui è nato (cioè nella mente o nelle sue proiezioni nel mondo) ma nel cuore. L’unica visione corretta è quella del cuore: solo chi ha il cuore aperto sa effettivamente che cosa sta accadendo nel mondo e nella mente propria e degli altri. Potremmo dire che tutti gli altri sono addormentati o ciechi: ovviamente questo non è un giudizio, ma una presa di consapevolezza. Se non ammettiamo umilmente di essere addormentati, come potremo mai svegliarci? Riscoprire la tua guida interiore è fondamentale per accompagnarti sulla via del risveglio!

8) Il cuore dice: “Per essere felice non hai bisogno assolutamente di niente e nessuno: devi solo tornare a me”

Questa è una delle verità del cuore più difficili da accettare e comprendere nella nostra società abituata a cercare sempre qualcosa all’esterno per trovare la felicità. Riscoprire la tua guida interiore significa comprendere che l’unica felicità possibile è dentro di te. La tua mente crea falsi bisogni, pompati e moltiplicati dalle pubblicità (che accrescono il desiderio dell’ego di ingrandirsi e di avere sempre di più per colmare la sua perenne insoddisfazione). Il tuo cuore sa quali sono i tuoi veri bisogni: l’unico vero “bisogno” è quello di recuperare la connessione con lui e tornare a risiedere in esso: il tuo cuore è la tua casa e puoi essere felice solo quando dimori in essa. Quando sei disconnesso dal cuore, la felicità è un fenomeno sporadico o comunque incompleto, temporaneo, insoddisfacente, oppure si presenta sotto forma di picchi di euforia, per poi lasciarti più vuoto di prima.

Nessuno ammette di essere infelice. Molti di noi sono avvezzi allo stato egoico di coscienza, in cui non si sta né troppo male né troppo bene, come in un purgatorio. Ma il fatto di non essere all’inferno non significa essere in paradiso. La maggior parte di noi ha superato almeno l’inferno, ma giace in un limbo, un purgatorio infinito, dove si alternano alti e bassi, in un gioco di specchi e di opposti. Il cuore sa che nel sistema dell’ego è impossibile avere il piacere senza il dolore, e la maggior parte di noi si rassegna a questa triste verità. Ma il cuore sa anche che fuori dal sistema dell’ego è possibile la pace in ogni momento, il Paradiso in terra? Per noi “anime del Purgatorio” ciò suona assurdo, abituati come siamo a soffrire! Ma la verità è che se risiediamo nel nostro cuore vivremo finalmente in pace!

I messaggi del cuore e le sue verità non sono finite qui. Ci vorrebbero però troppe pagine per scriverle tutte. In ogni caso, puoi scoprire tu quali sono i messaggi del tuo cuore. Magari la prossima volta torneremo sull’argomento, poiché ritengo che leggere e comprendere i messaggi del nostro cuore sia una priorità fondamentale. Riscoprire la tua guida interiore è possibile! Ti auguro di riconnetterti al tuo cuore e di riscoprire la tua guida interiore il prima possibile per tornare alla pace del tuo Essere! Grazie per la lettura! Iscriviti alla newsletter e seguimi su Facebook per rimanere aggiornato sui contenuti del Sentiero della Realizzazione.

Ritorna al tuo cuore

Ritorna al tuo cuore

Ritorna al tuo cuore: esso ti aspetta a braccia aperte. Lì puoi trovare rimedio a tutte le tue ansie, alle tue angosce e ai tuoi problemi. È un rifugio caldo e sicuro, pieno di pace e di amore. Smetti di cercare consolazione nel mondo: nessuno può offrirtela. Solo tornando a te stesso puoi trovarla. Il tuo cuore è l’unico posto che hai sempre cercato, pur non sapendolo. Da quando l’hai smarrito, da quanto ti sei disconnesso da esso, è nata la sofferenza. Hai cercato a lungo un rimedio a quel senso di vuoto esistenziale, quell’insoddisfazione perenne, quella continua tensione di sottofondo. Hai fatto finta che non ci fosse, hai provato a ignorarla, a coprirla di falsi sorrisi. E hai proiettato il tuo vuoto all’esterno, magari accusando qualcuno o qualcosa. Hai nascosto l’insoddisfazione in mezzo a mille distrazioni, persone, attività, faccende.

Ma nulla ha placato davvero quel senso di vuoto. C’è sempre qualcosa nel profondo che non va, anche se non sei depresso, ansioso o stressato. Stai male senza conoscerne il motivo. In realtà sai benissimo la ragione per cui continui a essere insoddisfatto o a sentire un senso di mancanza, talvolta lieve e leggero, altre volte intenso e forte. Hai dimenticato il motivo, ma se guardi in fondo dentro di te puoi ricordarlo: hai abbandonato il tuo cuore. Pensavi che così facendo avresti potuto sperimentare la bellezza del mondo, dell’essere speciale, di avere un’individualità che ti desse potere. Non è stato un errore: hai fatto ciò che sentivi fosse la cosa migliore. Hai costruito un ego, e questo è stato evolutivo. Ora, però, hai capito che è tempo di tornare a casa. Se queste parole risuonano dentro di te, colpiscono qualcosa nel profondo, significa che sei pronto per il “viaggio” di ritorno.

Ritorna al tuo cuore

Il tuo viaggio è stato lungo e doloroso, ma allo stesso tempo unico e meraviglioso. Ma si è fatto tardi: è ora di fare ritorno nel tuo cuore. Ritorna al tuo cuore: lì ti aspetta la pace, la gioia e la libertà. Non ricordi qual è la strada per tornare? Non importa: troverai le indicazioni. Anche se ti sembra di non rammentare più il percorso, se cerchi bene dentro di te puoi ritrovare la strada. Dunque, riconnettiti con te stesso. Fai tacere almeno per qualche istante quel brusio nella tua testa e inizia ad ascoltare la voce del tuo cuore. Se ti fidi di lui, non dovrai seguire nessun maestro, nessuna scorciatoia, nessun metodo. Troverai la strada diretta che ti ricondurrà a casa.

A dire il vero, infatti, tu non ti sei mai allontanato dal tuo cuore, poiché esso è sempre lì, dentro di te, e non dista nemmeno un millimetro da dove ti trovi ora. Quindi, più che fare ritorno al tuo cuore, devi voltarti nuovamente verso di lui, ristabilire la “connessione” che è andata apparentemente perduta. Hai seguito per troppo tempo la mente, ti sei fatto sedurre dai suoi sogni, e sei rimasto ipnotizzato dal suo fascino. Ma questa ipnosi non è permanente: puoi svegliarti e tornare in te stesso, nel tuo cuore, quando vuoi. Se stai leggendo questo articolo, significa che non sei più completamente ipnotizzato e che hai già cominciato a risvegliarti. Che cosa devi fare allora per svegliarti definitivamente? Fatti condurre dal tuo cuore. Non fare domande. Non “cercare” la via per il ritorno a casa: non c’è nulla da trovare.

Smetti di essere chi non sei

Affidati in silenzio al tuo cuore, senza richieste, senza pensieri, senza dubbi. È sufficiente questo per riconnetterti alla profondità del tuo Essere. Che senso ha sviluppare metodi complicati per raggiungere qualcosa che è sempre qui, ora, eterno, vivo? Non puoi avvicinarti al tuo cuore più di quanto non sia vicino ora, e non puoi nemmeno allontanartene. Il tuo cuore è il tuo vero Sé, sei tu! Quindi che senso ha cercare di avvicinarsi a te stesso? Tu puoi solo affidarti a te stesso, essere te stesso, abbandonarti a te stesso. Per farlo, devi smettere di essere chi non sei, smettere di identificarti con una storia, un’identità anagrafica, delle immagini. Tutte queste cose sono dei concetti, delle creazioni della mente, e in definitiva delle illusioni. È solamente lo sforzo di non essere te stesso a farti soffrire e a tenerti lontano dal vero Sé.

È ovvio che non potrai tornare a te stesso se ogni volta che il tuo cuore ti parla, tu gli volti le spalle. Quand’è che gli volti le spalle? Ogni volta che scegli l’ego, la separazione, il conflitto, o semplicemente credi alla tua storia, ai tuoi pensieri e alimenti l’identità separata che credi di essere. C’è bisogno di pensare, di preoccuparsi, di arrabbiarsi, di investire tutto il tempo e tutta l’energia per una personalità che ha solo una manciata di anni da vivere? La vita di ognuno di noi dura davvero un batter d’occhio: che senso ha ossessionarci così tanto per qualcosa che dura così poco? Dev’esserci qualcosa di più profondo… Riscopri quel “qualcosa di più profondo”, quella dimensione trascendente dentro di te. Almeno conserva qualche energia a questo scopo: non farti assorbire totalmente dai bisogni della personalità.

Rimani connesso alla tua sensazione di esistere

Lascia almeno una parte della tua attenzione su quel senso indistruttibile di esistere, che è il tuo cuore, il tuo vero Sé. È sufficiente che faccia questo per risvegliarti, per tornare a essere chi sei veramente. Non hai bisogno di altro. Come hai dedicato tutta la tua attenzione per tutta una vita a un corpo e a una mente, che cosa ci vuole a interessarti almeno un pochino al tuo stesso Essere?Non puoi continuare a trascurare ciò che è più importante di ogni altra cosa. Che cosa può esserci di più rilevante di essere, del fatto di esistere, di quella misteriosa sensazione di essere presenti e consapevoli? Perché siamo interessati a tutto fuorché al mistero più grande di tutti i misteri? In confronto, ogni altro mistero è davvero insignificante: magari appare come molto più sorprendente ed eccitante, ma in fondo non potrà mai avere il fascino di essere!

Non è strano il fatto di essere? Come possiamo dare per scontata una cosa del genere, così sensazionale e straordinaria? Innamorati del tuo Essere, scava dentro di te, indaga la tua natura, appassionati di questo mistero che solo tu puoi risolvere! Affonda in profondità nel tuo cuore! Non può esserci qualcosa di più interessante da scoprire! Dobbiamo davvero essere dei sonnambuli per dare per scontato chi siamo e preoccuparci di tutto fuorché del nostro essere, che pure continua a risplendere nel retro della nostra esperienza in ogni singolo istante, persino quando siamo così assorbiti dai pensieri da perdere ogni contatto con esso. Recupera coscientemente la connessione con il tuo cuore, aggrappati più che puoi a quel senso di esistenza! È una cosa noiosa? No, niente affatto! Sembra così perché siamo così abituati a essere distratti e disconnessi da noi stessi!

Ritorna al tuo cuore ora!

Ritorna al tuo cuore ora! Che cosa devi aspettare? Altra sofferenza, altre illusioni, altre false speranze, altre grame consolazioni? Certamente nessuno ha l’obbligo di credere che tornare al proprio cuore sia la strada della liberazione! Se senti di essere felice nella tua vita di ora, continua per la tua strada. Ma se percepisci che c’è qualcosa di più profondo e ti senti attratto verso una dimensione ineffabile e sacra, questo è il momento per tornare davvero a te stesso! Smetti di cercare e cercare, poiché non troverai mai nulla. Anziché cercare, abbandonati al momento presente, al tuo stesso Essere, e fidati completamente di Lui. Il tuo cuore ti condurrà necessariamente nella giusta direzione, senza che tu debba preoccuparti di nulla.

Quindi, non aver paura. Non c’è nulla da temere, per quanto possa apparire spaventoso dover affondare in una dimensione apparentemente sconosciuta e ignota. Come puoi avere paura di ciò che sei? È molto più terrificante rimanere ciò che non sei! Quindi, ritorna al tuo cuore ora! Questo è il momento giusto! Se sei pronto, troverai il modo, la strada più veloce, anzi sarà la strada a manifestarsi davanti a te e tu non dovrai fare altro che imboccarla. Devi solamente smettere di voltare le spalle al tuo cuore, perché così facendo starai rifiutando il ritorno a casa. E in tal modo continuerai a non vedere le braccia aperte del tuo vero Sé pronte ad accoglierti!

Queste sono solo sciocchezze…

Ma che cos’è il cuore? Che cos’è il vero Sé? E se fossero tutte delle stupidaggini, delle consolazioni da offrire a chi vuole smettere di soffrire? Per scoprire se sono delle sciocchezze, ti basta guardare dentro di te: è una sciocchezza il senso dell’Io, il fatto di esistere? Non vale la pena di saperne qualcosa di più? Certamente non ha senso leggere che cosa dicono la scienza, i vari guru o informarsi sulle varie teorie sulla coscienza. Voglio dire: puoi tranquillamente leggere ciò che vuoi, ma perché hai bisogno di rifarti a qualcun altro quando quella stessa coscienza illumina in ogni momento la tua esperienza e illumina le stesse teorie, gli stessi pensieri degli scienziati o dei guru? Scopri tu da solo che cos’è questa misteriosa coscienza: vai oltre le tue stesse credenze.

Che importa se qualcuno dice che la coscienza è solo un prodotto della mente o del cervello oppure è solo un’illusione? D’altra parte, che senso ha credere che essa sia Dio oppure il Tutto o l’Assoluto? Invece che credere, possiamo indagare dentro di noi e scoprire la Verità, l’unica Verità che non ha bisogno di essere raccontata, creduta o per la quale sia necessario dividersi in schieramenti opposti. Anziché discutere su che cosa sia o no la coscienza, scopriamola dentro di noi! Smettiamo di lasciare ai preti, agli scienziati, ai guru, ai maestri, agli altri il compito di indagare chi siamo! Solo noi possiamo scoprire chi siamo! E allora, ritorna al tuo cuore, a dispetto di ciò che possono pensare gli altri. Nessuno può possedere la Verità: la Verità è dominio di tutti e ciascuno ha il compito di ritrovarla.

Non ho tempo di tornare al mio cuore…

E se non hai tempo di tornare al tuo cuore? Non puoi non avere tempo di tornare al tuo cuore. La mancanza di tempo, i problemi, le difficoltà, la sofferenza sono tutte il risultato della disconnessione da noi stessi. Ogni problema nasce solo nella mente, non può affliggere il tuo vero Essere, è solo un’illusione! Perché un evento diventa un problema? Diventa un problema perché non abbiamo la visione del cuore, perché siamo condizionati profondamente dalla modalità egoica. E così ci sentiamo delle povere vittime di un mondo crudele, pieni di bisogni, continuamente minacciati, non amati, dipendenti dagli altri e ci attacchiamo a cose e persone per non sentire la nostra piccolezza. Ma se riscopri il tuo Essere, ti rendi conto di non aver bisogno di nulla, di non poter essere ferito, minacciato, non amato!

Il tuo cuore è davvero la soluzione a tutto ciò che cerchi, a tutti i tuoi problemi e a ogni sofferenza. Sembra che sia impossibile smettere di soffrire e che siamo destinati a rimanere in preda al dolore, al malessere, alle difficoltà della vita. Ma chi ha mai detto che questa è la nostra Vita? Perché dobbiamo credere che dovremo continuare a soffrire, che la vita è dolore, che non c’è via di uscita alla nostra sofferenza e ai nostri problemi? Crediamo ciò solo perché siamo addormentati, perché stiamo sognando l’inferno e ci siamo dimenticati del Paradiso! Siamo diventati vittima delle nostre stesse illusioni, delle nostre idee malate, di credenze distruttive. Non puoi dire di non avere tempo o energia di tornare al tuo cuore.

Anziché perdere tempo a pensare che non hai tempo, usa saggiamente quel tempo e ritorna al tuo cuore! Anche perché tornare al tuo cuore non richiede tempo: il tuo vero Sé è fuori dal tempo!

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Ascolta la voce del cuore

Ascolta la voce del cuore

Ascolta la voce del cuore. Il tuo cuore sa benissimo ciò di cui hai bisogno, che cosa è più giusto per te. Esso è una guida infallibile, poiché contiene in sé il principio divino. In ognuno di noi c’è questa dolce e amorevole bussola diretta verso il Vero. Eppure la sua sottile voce deliziosa è coperta dal boato infernale dell’ego. L’ego ha un unico obiettivo: perpetuare il senso di separazione. E in nome di tale divisione è disposto a qualunque cosa. Eppure il potere che esso ha su di te dipende soltanto dal potere che TU gli dai. Altrimenti l’ego si dissolverebbe all’improvviso. Ma è mantenuto vivo in ogni momento dal tuo costante identificarti con esso e dal fidarti di lui, scambiandolo per la tua guida e il tuo padrone.

Ma scegliere l’ego come guida porta soltanto a soffrire e ad alimentare la separazione. Al contrario, scegliere come insegnante il cuore significa invertire la rotta, dirigersi verso la Verità, per divenire tutt’uno con Dio. Il cuore conosce la Verità, ha la retta visione e la retta comprensione della realtà, poiché attinge da Dio la sua conoscenza. Il cuore non è un giudice e non è nemmeno la voce della coscienza, ma il nostro sé più intimo, la nostra vera identità che si fonde con il divino. Ma il rumore dei nostri pensieri ci porta a ignorare in continuazione quella voce, che diventa inconfondibile e ti riempie della sua saggezza e del suo amore quando scegli di non seguire più l’ego e di seguire la tua guida divina.

Come riconoscere la voce del cuore

Per la maggior parte di noi sentire la voce del cuore è praticamente impossibile. E ciò non dipende dal fatto che il nostro cuore non ci parli, ci ignori o abbia qualcosa contro di noi. Semplicemente, siamo noi che abbiamo scelto di non ascoltarlo. La voce del cuore talvolta parla al posto della voce nella tua testa, sostituisce il tuo pensiero compulsivo con pensieri pregni di amore e saggezza. È una voce che bisbiglia nella tua testa sostituendo i pensieri di distruzione con pensieri di amore. Quando il cuore parla, è così delicato, pieno di amore e pace che ti riempie come il bacio di un amante. Infatti ascoltare il cuore è un’esperienza intima, di connessione profonda con il tuo vero Sé. Tale esperienza ti riempie di pace e amore, donandoti sicurezza e gioia anche in mezzo alla paura e alla sofferenza.

Non sempre la voce del cuore parla. Comunica direttamente con te solo quando hai davvero bisogno del suo abbraccio caloroso e amorevole. Ma il più delle volte il cuore ti parla silenziosamente: ciò non significa che sia “zitto”, ma soltanto che comunica con un linguaggio che trascende le parole e i pensieri. Infatti il cuore non è nella mente, è qualcosa di molto più grande e profondo e non ha bisogno di parlarti, se non in alcuni casi. La maggior parte delle volte il cuore rimane come una presenza pacifica, amorevole e gioiosa alla quale puoi tornare ogni volta che vuoi e nella quale, se vuoi, i tuoi tormenti possono sciogliersi e scomparire, le tue angosce essere lasciate andare, il tuo senso di separazione estinto. Ma per essere costantemente in contatto con questa dolce presenza, devi eleggere il cuore come tua guida e smettere di seguire il tuo ego.

Che cosa non è la voce del cuore

La voce del cuore non è affatto quella della mente che parlotta continuamente. In alcuni casi può sostituirsi a essa, ma raramente lo fa, e se lo fa la riconosci per la sua ineffabile dolcezza e per la serenità divina che ti infonde. Quando ti balena un pensiero, il più delle volte è il tuo ego a essersi svegliato. Per discriminare tra la voce dell’ego e quella del cuore ti basta stare attento alla sensazione che sta dietro la voce: se c’è tensione, sofferenza, angoscia, ansia, paura o qualunque negatività, anche la più sottile, è l’ego che sta parlando. Viceversa, se ti senti infuso di un’armonia dolce e delicata, amorevole e gioiosa, è sicuramente il tuo cuore a parlarti.

Inoltre il cuore ti comunica qualcosa per guidarti sulla strada giusta, ti dà consigli che intuisci come veri e dei quali non puoi dubitare, perché sono sussurrati amorevolmente e contengono una saggezza che riconosci immediatamente. Il cuore infatti ti parla tramite intuizioni, e ti ricorda qualcosa come se lo avessi sempre saputo. Inoltre il tuo vero sé è creativo e poetico, per cui usa parole d’amore sempre nuove e fresche e può solo infonderti fiducia, coraggio e ottimismo, pace e serenità. Se dunque senti ripetere sempre lo stesso disco rotto e i tuoi pensieri mancano di creatività, puoi stare certo che è la mente egoica a tormentarti. Solo in alcuni casi il cuore potrebbe inviarti messaggi ripetuti, ma in questo caso non li comunica con urgenza, non stimola la tua fretta e la tua ossessività, ma ti spinge amorevolmente all’azione.

La voce del cuore non è nemmeno la voce della coscienza

La voce del cuore non è nemmeno la voce della coscienza, se per coscienza intendiamo il giudice che impone che cosa è giusto o che cosa è sbagliato fare. Ciò che chiamiamo solitamente come voce della coscienza è il superego, ovvero l’insieme dei condizionamenti per limitare i nostri impulsi, frutto dell’educazione e del tentativo dell’ego stesso di porre a se stesso delle regole e una morale per paura che la sua illimitatezza e la sua distruttività degenerino e lo portino alla dissoluzione. Il superego ti domina con la paura, il senso di colpa, la nevrosi, per cui non puoi scambiarlo per la voce del tuo cuore. Il cuore, al contrario, ti guida delicatamente a compiere l’azione giusta o a fare la scelta corretta, ma non può costringerti con la forza delle catene.

Il senso di costrizione, di obbligo e di dovere non è mai la voce del cuore. Infatti il cuore è pieno di amore, non certo di paura. Invece la voce della coscienza è solitamente una voce di condanna, un rimprovero a se stessi oppure un senso di dubbio tormentoso e insicurezza. Il cuore non ti può né angosciare né dominare con la forza, poiché ciò è contrario alla sua natura di puro amore e delicatezza. Inoltre, il cuore ti perdona incondizionatamente, per cui se ti senti in colpa per qualcosa, non è stato il cuore a parlarti. Le lezioni del vero Sé sono impartite con delicatezza, senza alcuna pretesa o imposizione. Le “lezioni” del superego sono invece fasulle e impregnate di autocommiserazione, vittimismo, autocondanna e suonano come imposizioni severe e autoritarie, con la minaccia di una punizione reale o simbolica in caso di disubbidienza.

Non è neppure lo slancio verso la “libertà”

Il cuore conosce i tuoi veri bisogni. Tu, invece, a meno che non sia connesso con esso, non hai la minima idea di quali essi siano! Perdonami la durezza, però voglio sottolineare una cosa importante: spesso parliamo di veri bisogni, desideri più profondi, sogni nel cassetto. Ma nella maggior parte dei casi si tratta solamente di proiezioni dell’ego, che scaturiscono da desideri non soddisfatti, impulsi “bassi” o condizionamenti sociali e culturali, famigliari e morali. Essi sono il più delle volte falsi bisogni, superficiali e frutto dell’ego. Puoi riconoscerli facilmente perché ti creano sofferenza e ti spingono a subordinare la tua felicità al loro soddisfacimento. Raramente hai davvero bisogno di ciò che credi sia benefico o addirittura fondamentale per te.

Lo “slancio verso la libertà” è il meccanismo con cui l’ego desidera una vita perfetta, la soddisfazione di tutti i propri impulsi e desideri, credendo che in questo modo otterrà la vera felicità. Ma si tratta sempre di un’illusione che l’ego crea per proiettare all’esterno il proprio vuoto. Se anche ottenessi tutto ciò che pensi di desiderare, puoi stare certo che non sarai affatto felice, o la tua felicità durerà davvero poco. Ti si ripresenteranno gli stessi problemi. Sentirai nuovamente lo stesso senso di vuoto. Avrai bisogno di qualcos’altro per completarti. Il desiderio di libertà dell’ego è in realtà il suo capriccio di espansione illimitata e crescita indiscriminata, basato sull’avidità e sull’insaziabilità. In altre parole, qualunque cosa tu faccia per soddisfare i desideri del tuo ego, esso tornerà a tormentarti e il ciclo di sofferenza e ricerca ricomincerà da capo.

Il tuo cuore desidera una libertà molto più profonda

Ascolta la voce del cuore per conoscere i tuoi veri bisogni

Ascolta la voce del cuore e saprai di che cosa hai veramente bisogno. E scoprirai che ciò che ti serve è davvero poco. L’unico bisogno fondamentale dell’essere umano è tornare alla fonte dell’amore, riunirsi con Dio e rinunciare al senso di separazione per tornare a essere uno con il Tutto. L’ego, per la sua sopravvivenza, ti porta a confondere questo bisogno con una miriade di falsi desideri, facendoti credere che il mondo potrà procurarti soddisfazione e felicità. Ovviamente all’esterno non c’è nulla che ti potrà rendere felice. Infatti tu sei fatto unicamente per la pace e l’amore di Dio, di fronte ai quali ogni altra cosa è fugace e priva di significato. Ma non potrai capire questo finché non sarai stato davvero stanco di cercare senza trovare e di soffrire senza scoprire la sorgente della vera gioia.

Ascolta la voce del cuore e i tuoi desideri superficiali, per quanto impellenti e potenti, scompariranno nell’oceano dell’amore e della pace, che sono sempre state dentro di te, non ti hanno mai lasciato e mai ti abbandoneranno. La voce del cuore ti spinge a tornare in te stesso per trovare in Lui ciò che brami ardentemente. In verità tu hai sempre cercato la pace e l’amore del tuo essere, ma sei stato vittima dell’inganno del tuo ego, che per mantenere la propria individualità ti ha reso cieco. E in questo modo ti ha convinto che fosse opportuno andare in cerca nel mondo di qualcosa che fosse simile alla pace e alla gioia. L’ego fa questo perché tornare al tuo cuore significa per esso morte e dissoluzione.

Ma non devi avere paura di ciò, in quanto l’ego non è mai esistito, è solo una proiezione illusoria della tua mente ed è completamente irreale e fasullo. Non puoi avere paura di un fantasma.

Ascolta la voce del cuore… ma come?

Come ascoltare la voce del cuore? È ovvio che sei stato ipnotizzato per tutta la vita dal tuo ego non è facilissimo tornare ad ascoltare il tuo cuore. Non è nemmeno così difficile, però devi essere disposto a fare lo sforzo di rinunciare alla tua vecchia “abitudine”. Che cos’è infatti inseguire un fantasma se non una dolorosa, folle abitudine di chi è così ipnotizzato da tale fantasma da pensare che inseguirlo sia l’unica cosa da fare? La tua abitudine si fonda sull’aver scelto l’ego come tuo maestro, pensando che separarti da Dio ti avrebbe dato l’indipendenza, la libertà e un’individualità di cui essere fiero. A dire il vero, tu non hai mai abbandonato Dio, poiché la tua scelta è in realtà illusoria. Infatti questa vita è solo un sogno di separazione, come insegnano i grandi maestri illuminati.

Eppure la tua scelta sembra così reale che credi davvero di essere separato. Per di più, il tuo ego ha nascosto a te la scelta che hai fatto, portandoti a incolpare il mondo della tua sofferenza. Ma in realtà tutto il tuo dolore e la tua miseria derivano da questo falso senso di separazione da Dio, che ha generato colpa, vergogna, paura per aver rifiutato il suo Amore. Ma anche queste sensazioni sono illusorie e se avessi coraggio, fede e forza sufficienti potresti abbandonarle da un momento all’altro. Eppure la tua promessa di fedeltà all’ego ti tiene incatenato a esso. In questo modo, in ogni momento scegli e alimenti inconsciamente la separazione e rifiuti l’amore di Dio e la sua pace eterna. In fondo lo sai che è così, che sei responsabile di tutta la tua sofferenza.

Il tuo cuore lo sa, ma tu hai paura che ciò sia vero e allora ti tieni distante dalla Verità.

La guida per tornare a sentire la voce del cuore

A questo punto, come puoi tornare a sentire la voce dolcissima del tuo cuore? Per prima cosa, devi smettere di servire l’ego e devi iniziare a scegliere il tuo cuore come nuovo insegnante. È in questa scelta fondamentale che si racchiude già in parte la tua salvezza e liberazione. In ogni momento della tua vita hai la possibilità di scegliere l’ego (cioè l’odio, la paura e la divisione) oppure il cuore (ovvero l’amore, la fiducia e l’unione). La maggior parte di noi segue l’ego per il 99% del tempo e nel 99% delle scelte. Anche quando pensiamo di amare, aiutare e unirci, il più delle volte la nostra motivazione è egoica, poiché creiamo delle relazioni speciali per perpetuare la separazione dall’amore libero e incondizionato.

Non c’è nulla di male nell’avere un partner, ma il problema sorge quando il nostro amore diviene parziale, limitato a una sola persona o a poche persone… E neppure questo è di per sé un problema, ma è piuttosto fonte di sofferenza e ci allontana dalla vera fonte di pace e amore. E ciò è così perché costruiamo relazioni per nascondere il nostro senso di vuoto e riempirci dell’amore di un altro. Ed è così che nascono gelosia, conflitti, attaccamento, possessività, rancori, paure, malumori, e per di più attribuiamo la causa di tali emozioni al partner, quando in realtà soffriamo soltanto perché abbiamo scelto l’ego e la separazione. Spesso anche quando aiutiamo, pensiamo di essere uniti agli altri e amorevoli, lo facciamo perché in preda alla colpa oppure a una forma limitata e speciale di amore, attaccamento, paura.

Ascolta la voce del cuore

Quindi devi riconoscere che per la maggior parte della tua vita hai seguito il tuo ego. E non devi sentirti in colpa o arrabbiarti per questo (in tal caso la staresti nuovamente dando vinta all’ego). Devi contemporaneamente riconoscere che hai sempre avuto e hai anche in questo momento e d’ora in poi la possibilità di scegliere il cuore invece dell’ego. Questa ammissione è fondamentale perché ti apre la mente a un’alternativa rispetto all’ego. Accanto alla sua “guida”, c’è un insegnante molto più affidabile e amorevole, che ti può condurre nella gioia e nell’amore se avrai il coraggio e la fede di seguirlo fino alla fine. Come hai avuto la folle perseveranza di seguire il tuo ego per una vita, hai certamente almeno il potere di scegliere una nuova guida. A essa ti dovrai affidare pienamente e totalmente, senza paura.

Ma come puoi affidarti a una guida che non sai nemmeno se esista o che può addirittura sembrare una stupidaggine o nel migliore dei casi un concetto astratto? Per risolvere questo dubbio, è sufficiente che ritrovi ora il tuo cuore. Il cuore di cui stiamo parlando non è certamente il cuore che batte. Piuttosto, esso coincide con il tuo vero Sé, il tuo principio divino, che sei tu ma è anche qualcosa di molto più grande di te. Il tuo vero Sé è quel sottile senso di esistere che illumina la tua esperienza, la tua presenza consapevole e senza forma, ciò che ti rende cosciente di te. Sembra trattarsi di qualcosa di privo di significato, ma in realtà lì c’è tutto ciò di cui hai bisogno: ecco perché devi affidarti a esso, anche se ora potresti non sentire niente.

Riconnettiti al vero Sé

Se non avverti la pace e la gioia, l’amore e la pienezza del tuo essere è perché sei disconnesso dal tuo cuore. Questa è la condizione non illuminata, tipica della maggior parte di noi. Tale condizione non è una pena da scontare, ma la conseguenza di una scelta di cui ciascuno di noi è responsabile. Per riconnetterti al tuo cuore devi dunque innanzitutto essere umile, onesto con te stesso e sentirti responsabile della tua condizione. Come dico sempre, per prima cosa è necessario che smetta di essere una vittima. Ciò ti consente di riacquisire il potere che hai dato al mondo e la forza di riconnetterti con te stesso. Dopodiché, devi aprire la mente alla possibilità che esiste una guida diversa dall’ego che ti condurrà alla felicità e all’amore.

In verità, tutto ciò che devi fare è smettere di seguire l’ego. Tutto qui. Quando smetti di servire l’ego, il tuo vero Sé inizia a manifestartisi. Devi solo confidare che vi sia un’alternativa all’ego. E se starai abbastanza in silenzio e lascerai andare il tuo attaccamento ai pensieri prodotti dall’ego, il tuo cuore risplenderà trionfante. Infatti il tuo cuore è sempre lì, e tu devi solamente fare un po’ di silenzio e spazio nella tua mente. In realtà non devi nemmeno “fare” spazio, poiché quello spazio già c’è. Piuttosto, devi tornare a percepire quel silenzio che ti accompagna sempre e nel quale puoi cogliere la tua autoconsapevolezza, che è il cuore, il tuo vero Io. Se vuoi sapere qualcosa in più in merito alla tua vera natura, leggi il mio articolo al riguardo.

Quando la mente tace, puoi ascoltare il tuo cuore

Quando la mente tace, ascolta in silenzio la voce del tuo cuore. Non devi preoccuparti se all’inizio non senti niente. Devi solamente cercare di non perdere mai il contatto, conservando una parte della tua attenzione all’interno. Non perderti eccessivamente nelle cose da fare, e soprattutto non farti assorbire dalla voce fastidiosa dell’ego. Il fatto è che l’ego richiede la tua costante attenzione, quindi dovrai avere una certa presenza per non fartene ipnotizzare e non cadere nell’inconsapevolezza e tornare ad alimentare la separazione. Quando la mente è rumorosa, ascolta il silenzio vibrante della voce del cuore. È ovvio che se ascolti continuamente quella vocina nella tua testa cadendo nelle sue trame sarai continuamente in balia del tuo ego.

Devi avere il coraggio e la forza, la fede e la motivazione di lasciar andare ogni pensiero, emozione e sensazione che sorge dal sé separato. Devi riconoscere gli schemi mentali ed emotivi del tuo ego, le sue credenze, le sue posizioni, i suoi giudizi, i suoi falsi bisogni. E devi lasciarli andare, affidandoli al tuo cuore. Quando pensi di non farcela, affidati al tuo cuore ed esso ti aiuterà. Ascolta sempre la voce del tuo cuore. È proprio nei momenti di sconforto che ne hai più bisogno. Devi confidare che il tuo cuore non ti lascerà mai, poiché solo tu puoi decidere di voltargli le spalle per servire un padrone inferiore: l’ego. Non è mai Dio a lasciarti da solo, ma sei sempre tu a rifiutare il suo amore: riconosci le tue responsabilità.

Scegliere il cuore significa scegliere la pace e l’amore

Ascolta la voce del cuore: scegliere il cuore significa scegliere la pace e l’amore. Se ti fidi della tua nuova guida e rimani sotto la sua protezione, sarai al sicuro e nella gioia. Devi solo scegliere di smettere di idolatrare il tuo ego. Può sembrarti un salto nel vuoto, e in parte lo è. Ma nel cuore troverai le risposte a tutto ciò che cerchi. Nel cuore albergano pace e amore, per cui quando senti queste cose dentro di te, sei connesso con il tuo vero Sé. Se non sei in pace, devi riconnetterti al tuo cuore e chiedere che la tua mente venga corretta, per smettere di soffrire inutilmente. In ogni istante hai la possibilità di scegliere la pace del cuore oppure il conflitto e la separazione dell’ego. Scegli SEMPRE la pace. Se anche non lo fai, perdonati.

Ma sii disposto a tutto pur di mantenere la connessione col tuo cuore. Infatti il tuo cuore è l’unico tuo tesoro, l’unico vero bene al quale puoi attaccarti senza paura. Prima o poi ti accorgerai che seguire il cuore è indispensabile per sentire la pace, e a quel punto cercherai di connetterti sempre di più a esso. Devi però vedere nel tuo cuore l’unica possibilità di salvezza e liberazione e smettere di farti ipnotizzare dai beni minori proiettati dall’ego. Se hai bisogno di altro tempo e altra sofferenza, li avrai! Ma se pensi di averne avuto abbastanza, il cuore ti aspetta a braccia aperte e tu non devi fare altro che smettere di resistere all’impeto del suo amore infinito. Se la tua mente non ti lascia in pace, è perché hai fatto partire il disco, perché hai avuto paura, perché hai scelto la separazione. Ascolta la voce del cuore!

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Come scoprire chi sei veramente

Come scoprire chi sei veramente

Qual è la tua essenza più profonda? Che cosa ti rende più di tutto un essere umano? E soprattutto come scoprire chi sei veramente? In questo articolo non parleremo di conoscere le profondità del tuo essere (se stai cercando questo ti rimando al mio articolo al riguardo). Ci soffermeremo piuttosto sull’essenza dell’uomo, su ciò che veramente sei al di là della forma. In spiritualità, si distingue spesso tra identità formale o di superficie e identità reale o profonda o vero Sé. La maggior parte di noi si identifica con l’identità superficiale, e questa è la ragione per cui quasi nessuno è illuminato. Alcuni si rendono conto che c’è qualcosa di più profondo, di trascendente e che esiste una dimensione verticale, fuori dal tempo, oltre la personalità. La realizzazione di ciò viene tradizionalmente definita come risveglio o illuminazione.

Si tratta di un “elemento” così sottile ma allo stesso tempo così vitale e pervasivo, apparentemente impercettibile ma in realtà sempre presente e vibrante. Esso è infatti ciò che sei, quindi non può mai scomparire, è la tua stessa presenza consapevole, la tua coscienza. È il tuo “senso” di esistere, la sensazione di essere vivo e presente. Si tratta di qualcosa che non può essere espresso a parole, ma al limite indicato da esse. L’esperienza di sé può essere colta solo intuitivamente, come consapevolezza di essere consapevoli. Essa è un’esperienza accessibile a qualunque essere umano: non c’è bisogno di meditare per anni per averne un assaggio. È sufficiente portare l’attenzione al momento presente, facendo tacere un attimo la mente e chiedendoti che cosa rimane. L’illuminazione consiste nell’essere il 100% del tempo immerso in questa consapevolezza e diventare tutt’uno con essa.

Identità di superficie vs identità profonda

Ciascuno di noi ha, come dire, due identità distinte: una di esse è temporanea e non è la nostra essenza, ma solo una maschera che indossiamo. Questa è l’identità di forma o di superficie. Essa può essere definita come la nostra personalità, ciò che abbiamo sempre creduto di essere. Essa risponde alle domande: “Come ti chiami? Che lavoro fai? Quanti anni hai? Di chi sei figlio? Sei sposato?”. Tende dunque a coincidere con la storia della nostra vita e trae la propria realtà dal tempo. L’identità di superficie ha bisogno di una successione di eventi per sopravvivere, si nutre di passato e di futuro e per essa il momento presente è solamente il punto di incontro fra queste due dimensioni temporali. Spesso si dice che questa identità è falsa: e in effetti è così.

Infatti la nostra storia personale è vera finché la crediamo tale e ci identifichiamo con essa. Chiaramente, ciò non significa che non abbia la sua importanza. Il problema sorge quando investiamo l’intera nostra identità in essa, perdendo il contatto con la dimensione più profonda. In questo modo, la vita diventa una questione di vita e di morte, è fonte di stress, paura e agitazione, il senso di separazione è forte e nascono competitività, confronti, invidie, odio, negatività e sofferenza. In particolare, ciò succede quando la nostra identità di forma non è perfetta, perché magari non abbiamo l’aspetto che vorremmo, il lavoro che desideriamo, il partner dei nostri sogni. L’identità di superficie si basa sull’identificazione con il corpo, ma ancora di più con le forme mentali.

L’identità di superficie

Da che cosa è costituita essenzialmente l’identità di superficie? Innanzitutto, essa si basa sulla credenza che vi sia un Io racchiuso in un corpo e una mente separati dal resto. Tale credenza è fortissima poiché sembra essere provata dai fatti: chi può negare che io ora non stia scrivendo al computer e mi trovi dentro un corpo e una mente separati da te che stai leggendo questo articolo? Questo è vero, ma bisogna stare attenti a non confondere il punto di vista con l’identità. In altre parole, se io mi “ritrovo dentro un corpo e una mente”, come posso provare di essere tali cose? Evidentemente, si tratta solamente di un presupposto basato su una convinzione mentale. In ogni caso, non voglio entrare nel dettaglio di riflessioni complicate sull’individualità e il dibattitto tra dualità e non dualità.

Torniamo allora all’identità di superficie. Essa, dicevamo, è l’identificazione con un punto di vista separato dal resto. Sulla base di questa originaria identificazione, sorge una serie di identificazioni “minori”, legate a pensieri e credenze, storie e idee mentali. Se io credo fermamente di essere il mio corpo, in caso dovessi ammalarmi, crederei di essere IO ammalato. Nel caso in cui venissi licenziato, sono IO a essere stato licenziato. Se vengo insultato, sono IO a essere stato insultato. Se guadagno milioni di dollari, sono IO la persona di successo. Qual è il problema a questo punto? Il problema sorge nel momento in cui l’Io viene calato nei fatti e nei pensieri. È a questo punto che nasce l’ego, un’identità illusoria e fittizia, ma apparentemente così reale. Perché sembra così reale? Perché scambiamo noi stessi per quell’entità fasulla.

L’identità profonda: come scoprire chi sei veramente oltre la forma

L’identità profonda è per certi versi l’esatto opposto di quella di superficie. Essa, innanzitutto, coincide con la tua vera essenza. Come fai a esserne sicuro? Perché è l’unico elemento che ti accompagna in continuazione, che vive al di là delle storie e dei pensieri e rimane anche in assenza di forma. Infatti esso è la tua esperienza di essere. Qual è l’ostacolo a cogliere una cosa così semplice? Il continuo rumore mentale fa nascere dubbi, distorsioni, false credenze, come il fatto che essere consapevole di te stesso sia un’impresa difficilissima oppure il sospetto che la tua presenza sia solo un concetto, un’invenzione o una parte della mente. Ma tutte queste cose provengono dalla mente, e mentre ti perdi in queste preoccupazioni, l’esperienza dell’essere continua a dispiegarsi in sottofondo, anche se tu non ne sei direttamente consapevole.

Infatti la tua presenza è sempre lì, ma per la maggior parte del tempo la dai per scontata e non ne sei consapevole. La meditazione e le pratiche spirituali mirano a farti tornare all’esperienza del tuo Essere, e cioè uscire fuori dalla mente, dalla persona e dalla tua storia per riunirti alla tua presenza silenziosa e pacifica. Non c’è nulla di mistico e nemmeno di troppo spirituale in questo: anche chi non ha mai sentito parlare di avanzate tecniche meditative può fare esperienza del proprio Essere. E in effetti spesso ne fa esperienza: il fatto è che ignora il miracolo di essere vivo e di esistere, immerso com’è nella sua testa a preoccuparsi del più e del meno, perdendosi così il fascino della sua identità profonda. Quindi come scoprire chi sei veramente oltre la forma? Come avrai capito, non devi fare altro che ricordarti che ci sei!

Come scoprire chi sei veramente spiegato in modo semplice

Scoprire chi sei veramente è davvero così semplice? Beh, in effetti non c’è nulla da scoprire, poiché lo sei già. Per questo molti maestri spirituali affermano che non ci sia nulla da fare per illuminarsi. Per essere più precisi, ciò che devi fare non è tanto scoprire te stesso, quanto riscoprire la tua vera essenza, le sue qualità, la sua natura più profonda. Infatti il costante rumore mentale e l’assorbimento nella storia e nella personalità, in altre parole la prevalenza dell’identità di superficie, ti impedisce di essere connesso con chi sei veramente. Infatti la tua vera essenza è una fonte gratuita di pace, amore e gioia, completezza e beatitudine. Ma tale sorgente è oscurata dalla mente e non hai quasi mai consapevolezza di te stesso. In questo modo la perfezione divina del tuo essere non può essere percepita, e al suo posto emergono angosce, agitazione, stress, incompletezza.

Ecco perché è fondamentale spostare il proprio interesse dalla personalità alla presenza. Ciò non significa trascurare o ignorare i bisogni del proprio corpo o le esigenze della mente, obiettivi e faccende quotidiane per ritirarsi in contemplazione. Significa piuttosto smettere di essere ciò che non sei per tornare a essere ciò che sei! Una volta che con la meditazione o una pratica di indagine dell’Io hai avuto un barlume del fatto che c’è una dimensione di presenza al di là della mente, devi diventare quella presenza! Nel corso della giornata, devi ricordarti il più possibile di chi sei e rimanere consapevole di te ogni volta che puoi. Per illuminarti sarebbe sufficiente soltanto questo. Non hai nemmeno bisogno di meditare in modo formale o dedicarti a complesse pratiche o tecniche: basta che tu sia consapevole di te stesso! In questo modo puoi (ri)scoprire chi sei veramente.

Ma come raggiungere uno stato di illuminazione?

Come fai a raggiungere uno stato di illuminazione e beatitudine, completa pace e a percepire il tuo essere in tutto il suo splendore e in tutte le sue qualità? Raggiungere un simile stato non è impossibile. Vi sono certamente diversi gradi di illuminazione. In ogni caso, il tuo obiettivo dovrebbe essere quello di unificarti il più possibile con la tua essenza. Ciò si raggiunge trascendendo il regno della mente, ovvero elevandosi al di sopra dei pensieri e dell’identità di superficie. Non si tratta di un vero e proprio “raggiungimento”, nel senso che l’illuminazione non avviene nel tempo, ma solo nel momento presente. In ogni caso, per “raggiungere” uno stato di pace e completezza devi innanzitutto abituarti a dare più importanza alla presenza che non alla persona.

Che cosa significa? Significa che cerchi di dimenticarti il più possibile di ciò che ti preoccupa, dei tuoi desideri, obiettivi, impulsi provenienti dal corpo-mente per dedicarti a riscoprire ciò che resta al di là di tutte queste cose. Per scoprire (o riscoprire) chi sei veramente devi lasciar andare il bagaglio che ti opprime impedendoti ti accedere alla tua vera natura. Ti devi porre come obiettivo quello di rimanere nella pace della tua presenza e di rinunciare di volta in volta agli impulsi del tuo ego. Se resti come presenza e ti fidi di essa, l’ego perde potere su di te e ti tenterà sempre meno con le sue reazioni, i suoi schemi e i suoi meccanismi limitanti e distruttivi. Il tuo compito è quello di gettare le tue radici nella tua natura e risiedere lì. Quando perdi la consapevolezza, torna a casa, in te stesso, svegliati dal sogno che ti tiene imprigionato.

Dalla persona alla presenza

Quando fai le cose, quando parli, lavori, mangi, abituati ad agire in qualità di presenza e non di persona. Che cosa vuol dire? Significa che non ti porti appresso il tuo passato, il peso ingombrante della tua identità, delle tue reazioni, del tuo carico personale. Ad esempio, quando torni dal lavoro, fai finta che sia la prima volta che visiti la tua famiglia, e lascia andare i malumori, i fastidi, le angosce, le preoccupazioni. Se vuoi puoi farlo: non hai bisogno di camminare, muoverti e vivere sopportando continuamente la croce della tua personalità. Abituati a rimanere nel presente e a lasciarti alle spalle il passato. Vivi istante per istante, accogliendo tutto nella tua consapevolezza senza giudizi o etichette. Smetti di far rivivere il passato attraverso rancori e rabbia, vendetta e desideri di riparare i torti. D’altra parte, vivi come se non ci fosse un domani.

Ciò non vuol dire che non potrai fare piani o avere obiettivi, ma non perderti nel futuro, nelle preoccupazioni e nell’ansia. Ogni volta che qualcosa va storto, ricorda che puoi tornare a te stesso, a sentire nuovamente che esisti e che sei al sicuro in quello spazio di consapevolezza. Smetti di farti influenzare dalla tua storia passata, dal guscio che ti hanno cucito addosso e che tu stesso ti costruisci e mantieni nel tempo. Non hai bisogno di vivere con questo peso. Meriti, invece, di essere sereno e in armonia e di riunirti alla tua pace e alla tua gioia interiori. Anche perché il tuo essere è tutto ciò che hai: ogni cosa appare e scompare, va e viene, nasce e muore. Soltanto la tua consapevolezza rimane sempre lì a farti sentire vivo e a sostenerti!

Ecco come scoprire chi sei veramente. Grazie per la lettura! Iscriviti alla newsletter e seguimi su Facebook per rimanere aggiornato sui contenuti del Sentiero della Realizzazione!