La vita è un gioco

la vita è un gioco

La nostra società è diventata terribilmente seria. Oserei dire che la serietà è un’epidemia fuori controllo. Ne siamo praticamente tutti infettati e non riusciamo a guarirne. Quando eravamo bambini, nulla ci preoccupava. Tutto scorreva deliziosamente. Eppure, a un certo punto, siamo diventati improvvisamente seri. Sono sorti i problemi. Gli altri pretendevano troppo da noi. E noi stessi abbiamo iniziato a formulare aspettative irreali. Ci siamo dimenticati che la vita è un gioco e siamo stati risucchiati in un vortice di serietà. Tutto, da un momento all’altro, ha smesso di essere magico. Abbiamo iniziato a giudicare, etichettare e lamentarci. La vita è diventata un inferno.

Che cosa è successo esattamente? Perché la nostra beatitudine fanciullesca è stata rimpiazzata da un cipiglio addolorato? Perché la gioia di vivere si è dissolta nel nulla e la negatività ha preso il sopravvento? Dev’esserci stato qualcosa di tremendo, che ci ha sottratto al gioco e al fluire spontaneo della vita. Ci ha fatto identificare con un personaggio, una storia, un’identità. Siamo diventati, nostro malgrado, i protagonisti di una delle meravigliose ma terribili fiabe che ci raccontava nostra madre per conciliarci il sonno. Ecco cosa è successo: l’ego si è insinuato nella nostra anima e l’ha ghermita in un abbraccio fatale. E la famiglia, la scuola, il mondo intero hanno favorito questo processo di identificazione, ci hanno cucito su misura un’identità.

Abbiamo creduto al libro delle fiabe

E noi, troppo abituati a credere alle fiabe dell’infanzia, abbiamo finito per credere anche a quella creata per noi. Siamo diventati dei ragazzi, degli studenti, dei giocatori di calcio, delle ballerine, persone gentili, buone, cattive, intelligenti o stupide. Dopodiché, la nostra mente ha detto che sì, era vero che eravamo tutte quelle cose. Da bambini non avevamo biografia, identità, e quindi nemmeno preoccupazioni. Col tempo, però, ci è stato insegnato a difendere un’identità illusoria e fasulla. Siamo finiti per ricoprire il ruolo di un personaggio immaginario e inesistente. E ancora ci trasciniamo questa credenza distruttiva, vittime di un ego folle e insano. Abbiamo creduto al libro delle fiabe e il gioco si è trasformato in una lotta per la sopravvivenza.

La nostra libertà incondizionata è diventata una prigione senza sbarre, un carcere psichico che serve a difendere la nostra falsa identità. Così oggi confondiamo il bisogno di sicurezza di questo falso io con il nostro. E siamo ancora completamente assorbiti nel suo mondo insensato e pieno di insidie. Inoltre, è sorta la sofferenza, quel malessere tremendo che non sembra volerci lasciare mai: questo è il costo dell’identificazione con l’ego. Oggi la nostra cella sembra senza via di uscita. Eppure da bambini eravamo spensierati e gioiosi.

La vita è un gioco: torna a giocare!

Ricordi quando eri bambino e tutto era meraviglioso, e tu ti rotolavi sul terreno ridendo a crepapelle, senza alcuna ragione in particolare, felice solo perché eri vivo? Oggi non riusciresti a rotolarti così nel fango. Lo considereresti disgustoso, oppure ti vergogneresti del giudizio degli altri. Oppure la riterresti una cosa insensata, o addirittura ti sentiresti ridicolo a farlo. Perché? Perché il tuo ego e la tua mente diabolica si sono impossessati di te. Così attorno a te ci sono soltanto problemi. Devi difendere il tuo ego, rimanere schiavo dei suoi bisogni, delle sue paure, delle sue preferenze. Ammettilo: continuare ad attaccarti a questo falso sé ti costa enorme fatica. Ma dopotutto, conosci solo questo, vero?

Se abbandonassi il tuo ego, ti sentiresti perduto, dovresti fare un salto nel vuoto e non sapresti che cosa ti potrebbe succedere. E poi ti sei affezionato al mostro dentro di te. Forse l’hai idolatrato, oppure l’hai trasformato in una vittima. Ma in ogni caso gli hai concesso tutta la tua energia e hai consegnato la tua vita nelle sue mani. Inoltre, hai lasciato che il tuo ego si perpetuasse attraverso elaborati meccanismi di difesa, che hai costruito pensando che in quel modo saresti stato tu a sopravvivere. Hai elevato barriere, schemi mentali perversi, pensieri distruttivi, corazze e sistemi di attacco per proteggere un’identità illusoria. E ora devi fare un lavoraccio per far emergere tutta la tua follia. Così, devi aspettare anni se non decenni per tornare a giocare.

Non scambiare le tue catene con la tua salvezza!

L’ego si è impadronito a tal punto di te che ha pensato bene a elaborare dei sistemi per tenerti incatenato. Non è colpa sua: sei stato tu, addormentato com’eri, a costruire catene indistruttibili, a chiudere il tuo cuore, a ergere barricate perché hai creduto al tuo ego, come hai creduto a Babbo Natale e ai fantasmi. E oggi ti ritrovi a dover convivere con una creatura folle, che non riesce ad aspettare in coda al supermercato, che si lamenta perché fuori piove, che urla contro il governo ladro. Per di più, continui a cadere nei suoi schemi e pensi di essere tu impaziente, capriccioso, ribelle. In realtà, è il tuo ego ad agire così, ma troppe volte cadi nell’inganno di credere che esso sia te.

Scambi i suoi capricci per i tuoi desideri, la sua ribellione con il tuo anelito alla libertà, i suoi impulsi con il tuo senso di giustizia. Quando il tuo ego si arrabbia, anche tu ti arrabbi. Se il tuo ego viene bersagliato da una critica, tu ti senti colpito direttamente. E se il tuo ego è minacciato, tu ti senti in pericolo. Quando il tuo ego si sente vittima del mondo, sei tu a voler fare la rivoluzione. Se l’ego la pensa diversamente, sei tu a voler avere a tutti i costi ragione. Come fa la vita ad essere un gioco se siamo schiavi di tutto questo? Per di più, la maggior parte di noi fa di tutto per conservare il proprio ego: in altre parole, fa di tutto per rimanere in prigione. Non scambiare le tue catene con la tua salvezza!

Come tornare a credere che la vita sia un gioco?

Metti in dubbio ogni tuo singolo impulso. Chiediti sempre da dove nasce. Se perdi la pazienza quando qualcosa non ti riesce, renditi conto che è il tuo ego a manipolarti. Se non vedi l’ora di scendere in piazza a protestare, chiediti se in fondo non lo stai facendo per il tuo ego, se non stai cadendo nel suo desiderio di ribellione, nel suo giustizialismo vittimista e ingannatore. Quando ti attacchi ad un obiettivo, realizza che è il tuo ego ad essere ossessivo e nevrotico. Se pensi che ci sia qualcosa da raggiungere nella vita, è ancora il tuo ego a impadronirsi di te. Quando vedi problemi attorno a te, accade così perché ti identifichi con la mente. Ogni volta che sei serio, sei posseduto dall’ego. Infatti, come dice Osho:

La vita è gioia e delizia infinita.

osho

Ma abbiamo gli occhi e il cuore troppo chiusi per vederlo. Ci lamentiamo della crisi, della fame nel mondo, degli immigrati, dei politici, credendo di avere tutte le ragioni di questo pianeta per farlo. Ma la verità è che il mondo fa schifo finché è il nostro ego a dominare le nostre vite. Se lasci andare il tuo ego, la vita torna a scorrere giocosa e piacevole come quando eri bambino. Però hai il coraggio di fare un salto nel buio? Alla fine dovrai comunque farlo, volente o nolente. Se sarai abbastanza intelligente da farlo subito, buon per te! Ma se aspetterai a buttarti, la vita ti costringerà a farlo facendoti soffrire e penare. Basta col dire che il mondo è ingiusto! La gazzella dice che è ingiusto quando il leone la divora? L’albero pensa che sia ingiusto quando non piove? No! Soltanto l’uomo si lamenta!

La vita è un gioco

La cosa più semplice è: torna a giocare come quando eri bambino. Fallo e basta! Questo sarà da oggi il tuo obiettivo numero uno. Basta “cercare” l’illuminazione o il risveglio come se fossero la soluzione a tutti i problemi. La maggior parte di noi segue un percorso spirituale con la stessa mentalità che aveva prima di iniziarlo. Nessuno e niente verranno a salvarti. Devi decidere di essere libero tu nel qui e ora! Per farlo, gioca. Quando prendi davvero la vita come un gioco, non ti attacchi più a nulla, non hai più paura, non hai più problemi. Non ha alcun senso essere seri! La serietà è la la malattia del secolo. Abbandona ogni aspettativa:

Vivi senza aspettative. Affrontare la vita con aspettative porta inevitabilmente alla frustrazione, sempre e comunque.

osho

Che cosa devi pretendere dalla vita se non hai niente da perdere? Questa è la verità: non hai assolutamente nulla da perdere. Tutto diventa terribile quando trasformi il gioco nella realtà. Ma se ti limiti a giocare, qualunque cosa succeda tu sei perfettamente al sicuro, vero? Allora riprendi a giocare. Torna a ridere come quando eri bambino, senza pensare a che cosa penseranno gli altri. Torna a essere spensierato e giocoso. Sei in grado di farlo? Il tuo ego non ce la può fare, ma tu sì, se solo lo vorrai intensamente.

Se la vita è un gioco, tutto cambia completamente

Se la vita è un gioco, tutto cambia completamente. I tuoi problemi diventano sfide per vedere quanto sei bravo ad avanzare di livello. La sofferenza è una prova della tua capacità di andare avanti. Il male che vedi attorno a te serve per valutare quanto riesci a vedere la perfezione di tutto nonostante le guerre, la fame, le disuguaglianze (che allo stesso tempo sono il segnale di che cosa succederà se continuerai a farti dominare dall’ego). Il tuo ego è il nemico che ti vuole sconfiggere e dominare. Il mondo è una scuola per mettere in crisi il tuo ego e dall’altra parte per compiacerlo perché prenda il sopravvento.

La vita è fatta per essere giocata: per questo è così difficile. Se però ti dimentichi che stai giocando, iniziano i guai. Quindi smetti di essere serio e inizia a giocare. Iscriviti alla newsletter e seguimi su Facebook per rimanere aggiornato!